
All'interno del partito liberale la maggioranza si illudeva forse che, cambiando il presidente, i litigi interni si fossero di colpo cancellati o perlomeno affievoliti. Non è invece andata così. Lo si è visto bene in questi ultimi giorni. Ma stavolta è l'anima radicale del PLR che scalpita. Una guerra da salotto, ci si potrebbe chiedere? Forse si. Ma comunque di guerra si tratta. E non si può non notare il fatto che se ad una parte - quella di destra - il gruppo di Idea Liberale si è profilato autonomamente, il neo movimento democratico fa pappa e ciccia con chi dovrebbe essere suo avversario politico: i "compagni" socialisti. E allora la domanda sorge spontanea: perchè Jacques Ducry, il capitano di questa rivoluzione in casa liberale, è arrivato a tanto? La compagna di Ducry nella vita - la ministra liberale Laura Sadis - alle ultime cantonali è stata eletta in Consiglio di Stato anche grazie ai voti dei "compagni" socialisti. Senza i voti della sinistra infatti in Governo ci sarebbe rimasta Marina Masoni. Ma nel frattempo Laura Sadis non sembra essere stata molto riconoscente verso chi ha contribuito alla sua elezione. E in questo senso ricordo i suoi recenti progetti di sgravi fiscali in favore dei ricchi. Al contempo non bisogna scordarsi che fra poco più di un anno vi saranno le elezioni cantonali. E se Laura Sadis non potrà contare sul voto della sinistra... è facile immaginare che possa rischiare il ribaltone. Queste sono logiche d'inizio di campagna elettorale. E c'è da allarmarsi. Perché quattro anni fa i ticinesi hanno pagato la campagna mediatica contro Marina Masoni. In questi anni hanno pagato le dispute all'interno del partito di maggioranza. E se si inizia di questo passo ci si può davvero domandare se i liberali riusciranno più a tornare quel partito che "lavora" per il Paese e non solo per gli interessi propri o delle proprie "compagne"... (in tutti i sensi). Umberto Marra, ex granconsigliere Lugano
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