
Nel tentativo di sbloccare la situazione del Piano regolatore della Stazione di Lugano, incagliatasi da troppo tempo su due scogli (il numero dei posteggi e la cancellazione dei Giardinetti), criticità chiaramente più ideologiche che sostanziali, la Commissione dell’Edilizia ha cercato in tutti i modi un compromesso. Una soluzione accettata con grande sollievo dal Consiglio Comunale martedì sera. L’obiettivo era quello di trovare un consenso nel rispetto degli aspetti giuridici e dei reali bisogni della città, con una visione a lungo termine.
Nel comparto della stazione si contano ora 508 posteggi. Il Consiglio comunale ha votato l’anno scorso per mantenere 400 posteggi, con una riduzione di ben 108 posteggi, rinviando il Messaggio al Municipio che ne voleva soltanto 260. Senza bloccarsi su ideologie anti traffico, la Commissione dell’Edilizia ha detto: sosteniamo i 260 posteggi decisi dal Municipio e ne lasciamo 140 di riserva, rispettando così il voto del Consiglio Comunale, dichiarato assolutamente legittimo anche dal Consiglio di stato. Questi stalli supplementari saranno realizzati soltanto dopo un’attenta valutazione delle necessità future, e, soprattutto, una perizia del Politecnico federale. E questo, secondo il servizio giuridico, senza provocare grossi problemi con il Cantone. Quindi si costruiranno questi 140 posteggi solo: uno, se necessari e due, se la superperizia darà luce verde. Una proposta equilibrata e ragionevole, certamente non come la petizione che indicava la costruzione di un autosilo di 400 posteggi con un costo di oltre 800 mila franchi per stallo supplementare. Non si può prendere in giro la gente con simili falsità. Il fatto che la petizione abbia raccolto solo 430 firme, la dice lunga. La politica esige un’informazione corretta e non demagogica. Non sono un mago e non so quale sarà l’evoluzione del traffico fra 10, 20 o 30 anni. So soltanto che un piano regolatore deve avere delle visioni a lungo termine e non limitate a soli 5 anni, come impostata dalla seconda perizia sui posteggi necessari richiesta dal Municipio.
Ulteriore importante criticità, era la cancellazione dei giardinetti di Besso per far spazio ad una rotonda e al trasposto pubblico. Si tratta dell’ultimo spazio verde di tutta via Besso. Un importante riparo fonico e ambientale per gli abitanti del comparto. Sentire che il Municipio voleva compensare (come lo esige la legge) questo spazio pregiato che tanto sta a cuore agli abitanti, al Parco del Tassino o sulla “bruga” di via Lucerna, è semplicemente “un’ulteriore presa in giro”.
I disagi alla popolazione durante i lavori (programmati fino al 2028), l’accresciuto inquinamento ambientale e fonico, il rinvio di oltre 20 anni del progettato anello con il tunnel del Tassino, la prevedibile grossa penalizzazione del traffico e degli accessi pedonali da e per Besso, le problematiche della sicurezza con la nuova stazione dei bus: queste sono altre criticità di quest’opera ancora irrisolte. Ora, con la luce verde del Consiglio Comunale al nuovo PR della Stazione, si pretendono soluzioni che possano offrire alla popolazione di Besso, che non è di seconda categoria, un piccolo sollievo, quali la realizzazione al più presto dei nuovi giardinetti con i suoi alberi nelle immediate vicinanze.
Ugo Cancelli, consigliere comunale di Lugano
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