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Tuto Rossi - Ticino, prima democrazia che abbandona il voto segreto
Redazione
11 anni fa

Il Ticino è la prima democrazia che ha abbandonato il voto segreto

Il Ticino è il primo Cantone con una democrazia basata sul voto pubblicato (cioè senza voto segreto). Le elezioni sono diventate una farsa ma la democrazia è solida e l'economia prospera.

Tutti i partiti e i giornalisti stanno analizzando i risultati elettorali.Stranamente nessuno prende in considerazione il dato più importante di questa votazione.Il voto è durato un mese, dal 22 marzo (arrivo delle buste a casa) al 19 aprile (chiusura delle urne). In nessun Paese al mondo le operazioni di voto durano un mese (in Inghilterra – che è più grande del Canton Ticino - sono durate un solo giorno, il 7 maggio 2015).Durante questo lungo mese, i partiti hanno spedito i propri militanti casa per casa a raccogliere le schede da farsi consegnare in bianco con la dichiarazione di voto firmata; ottenute le schede i militanti le hanno compilate e poi le hanno spedite.Inoltre moltissimi elettori hanno fotografato la propria scheda elettorale e l’hanno spedita con il telefonino per dimostrare al candidato/a di riferimento che avevano votato "giusto", rispettando i patti.

A facilitare il lavoro di rastrellamento capillare delle schede si sono aggiunti i sondaggi a urne aperte. In nessun Paese del mondo (controllate pure) sono permessi i sondaggi elettorali durante le operazioni di voto. In Ticino sì.

Di conseguenza i partiti ben organizzati hanno potuto di volta in volta migliorare la raccolta mirata di schede.In una simile situazione si sono ovviamente avvantaggiati i partiti più grandi che sono diventati ancora più grandi, perché hanno tanti militanti da mandare in giro, mentre i partiti più piccoli sono diventati ancora più piccoli, perché non hanno un'organizzazione territoriale.

La prova sono i verdi.Savoia ha lavorato come un matto, più di tutti gli altri candidati degli altri partiti. I verdi erano presenti a tutte le trasmissioni televisive; hanno fatto propaganda massiccia per 4 anni, hanno succhiato la ruota alla Lega e ai socialisti. Avevano buone idee e le hanno messe in pratica. Risultato? Sconfitta clamorosa perché sono un partito piccolo e per di più con gli attivisti spaccati in due. Non avevano militanti da spedire in giro a raccogliere le schede elettorali da compilare e inviare per posta, e quindi sono stati massacrati.Anche per il PPD vale il medesimo discorso. Sono anni che i pipidini non hanno più un organizzazione capillare sul territorio; non sono più gli "uregiat" di una volta, che possedevano le liste dei galoppini da chiamare in ogni comune: risultato? Lista fortissima con clamorosa sconfitta .

Conclusione? Per i prossimi trent'anni Lega dei Ticinesi e PLR vinceranno sempre le elezioni, e sono destinati a diventare sempre più grossi fino a raccogliere il 100% dell'elettorato, mentre i partiti più piccoli spariranno adagio adagio.I cittadini votanti, coscienti che il voto palese conduce alla polarizzazione fra i due partiti più grandi, saranno da questi risucchiati.Infatti prima di ricevere le buste elettorali gli elettori sanno già chi vince, e quindi giudicano inutile votare per i piccoli partiti, che non dispongono di un organizzazione di raccolta e compilazione delle schede elettorali e che quindi sono sicuri di perdere già prima di cominciare a votare. Nessuno vorrà saltare sul carro del morto.

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