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Tuto Rossi - Stojanovic: lettera aperta al compagno Mario Branda
Redazione
14 anni fa

Caro Mario, Ti scrivo innanzitutto perché sei mio amico e ora sei anche diventato il mio Sindaco, oltre che un uomo politico destinato a una prestigiosa carriera. Nei giorni scorsi ti è stata presentata l’interrogazione ad personam contro di me dei tuoi due compagni di Gran Consiglio Nenad Stojanovic e Ivan Cozzaglio, i quali chiedono di vietarmi l’esercizio del mestiere di avvocato. Ti sarai chiesto la ragione di questa improvvisa folgorazione. Tralasciamo il povero Cozzaglio (Nomen est Omen) che mi sembra si sia montato la testa dopo sciopero delle officine (Dio lo perdoni); ma l’intellettuale Nenad Stojanovic ignora forse che esercito da decenni l’avvocatura perché magistrati indipendenti, applicando una legge svizzera, hanno deciso che sono una persona degna che frequenta i tribunali con rispetto? Avessero avuto dubbi in proposito, perché non ti hanno interpellato, tu che sei stato magistrato integerrimo e che mi conosci bene come avvocato, avendomi visto più volte all’opera? Non dubito che il Consiglio di Stato rinvierà al mittente questo stupido atto parlamentare. In realtà la ragione dell’intervento di Sojanovic è un'altra. Ho patrocinato con grande successo la testata “10 minuti” contro il Tamedia e La Regione che volevano impedirle di uscire. Sto disimpegnando il mandato che il signor Boris Bignasca mi ha conferito contro alcune insulse querele dei titolari de La Regione. Ho appena assunto la difesa dei signori Giuliano Bignasca, Boris Bignasca, Claudio Spiess e Rotostampa SA in una causa civile (a dire il vero piuttosto singolare) intentata contro di loro dall’Avv. Paolo Bernasconi. È bastato questo per far scattare la minaccia di togliermi dalla professione e per spedirmi sulla gogna mediatica, con l’invito al boicotto da parte della clientela. Si tratta di un metodo squadrista di stampo mafioso. Coloro che, nell’esercizio della loro professione, dovessero assumere un mandato per le persone che a Stojanovic non piacciono, sono avvertiti. Capisco che con un simile personaggio ci devi convivere (brigava addirittura alla presidenza del partito socialista!) e che ti saresti risparmiato grana che ti sto sottoponendo. Ma l’invito al boicotto e al linciaggio di una persona sola e inerme è troppo grave perché io non ti debba chiedere di prendere le distanze da questa interrogazione parlamentare. Siccome Cozzaglio e Stojanovic fanno parte del tuo gruppo in Gran Consiglio, un tuo silenzio lascia inevitabilmente pensare che condividi questo atto parlamentare e l’idea di eliminarmi dalla professione. Don Milani diceva che due fascisti e venti menefreghisti fanno ventidue fascisti. Aggiungo un paio di motivazioni di carattere generale, che non ti chiedo di condividere ma soltanto di riflettere, per la convivenza nel nostro bel Ticino e per la politica della sinistra. Nenad Stojanovic si identifica con gli editori del giornale “5 minuti”. Orbene ho trovato in questo giornale tutto il ciarpame della peggiore cultura fascista. Quando per attaccare un avversario politico lo si dipinge come una femminuccia transessuale “a cui piacciono i militari robusti”, si sente l’odore acre delle squadracce di Mussolini che obbligavano gli omosessuali a girare con il certificato di eterosessualità in tasca. Da quella medesima area sono scaturite le “10 domande a Boris Bignasca” pubblicate dal mensile del partito socialista “Confronti”. Qui l’avversario viene attaccato utilizzando “i disturbi caratteriali” cagionati dal fatto che “tuo padre ha messo incinta tua madre (una mite signora calabrese) e vi ha abbandonati entrambi”. Soltanto un fascista depravato può concepire un simile odioso modo di fare politica in Ticino. Non sottovalutate il pericolo che rappresentano le persone che scrivono queste sporcizie. Avete la serpe in seno, eliminatela fino che siete in tempo¸ l’odio porta soltanto odio. Non scopate la spazzatura sotto il tappeto. Certo g

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