
Lunedì pomeriggio il Gran Consiglio ha approvato una spesa di 40 milioni per il turismo, ignorando completamente il contesto finanziario del Cantone e scartando in blocco ogni proposta correttiva. Una scelta che conferma la scarsa volontà del Parlamento e del Governo di introdurre ordine, criteri e trasparenza nella gestione del denaro pubblico.
Gli emendamenti proposti da Avanti con Ticino&Lavoro costituivano delle misure semplici e coerenti. Puntavano a rafforzare la strategia, evitare sprechi e garantire che ogni franco pubblico producesse valore reale. Le proposte erano chiare: introdurre una quota obbligatoria per opere strutturali, creare una strategia lacustre cantonale e avviare una linea specifica per infrastrutture e accessi. Erano misure pensate per superare interventi episodici e costruire attrazioni durature.
Sul fronte della governance, gli emendamenti suggerivano un contratto di prestazione tra il Consiglio di Stato e l’Agenzia turistica ticinese SA, con indicatori annuali e monitoraggi intermedi. Obiettivi semplici: meno improvvisazione, più coerenza tra soldi spesi e risultati ottenuti.
Per il lavoro e la qualità dell’offerta, veniva introdotto un “bilancio sociale” per i beneficiari più grandi, con la possibilità di legare le rate dei contributi al miglioramento delle condizioni salariali, della formazione e della stabilità contrattuale. In altre parole, se si prendono soldi pubblici, si dimostra di restituire qualcosa alla collettività!
Infine, gli emendamenti proponevano innovazioni concrete negli strumenti finanziari: una riserva per progetti iconici, il criterio “selfie/social” per attrarre visitatori e generare visibilità spontanea attraverso la condivisione di foto e contenuti sui social media. Una finestra per micro-progetti sotto i 500 mila franchi e mutui a tasso zero fino al 25% del credito quadro. Tutto con un obiettivo semplice: massimizzare l’impatto e ridurre gli sprechi di denaro pubblico.
Come spesso accade, il Parlamento e il Governo hanno ignorato tutto, rifiutando di discutere nel merito. Hanno scelto la sciagurata continuità di un sistema opaco e approssimativo. Una scelta politica che, ancora una volta, pesa sulle tasche delle cittadine e dei cittadini del nostro cantone.
Graziano Besana, sostenitore di Avanti con Ticino&Lavoro
