
La guerra contro la nostra piazza finanziaria è iniziata. Il ministro italiano dell’economia Tremonti ha scoperto le carte e guida l’assalto che vuole distruggere posti di lavoro in Ticino. “Vi sembra normale che Lugano sia la terza piazza finanziaria della Svizzera?". Con questo e altri interrogativi diretti a colpire il nostro paese Tremonti ha risposto alla Commissione Europea che gli chiedeva se il suo progetto di scudo fiscale fosse in linea con gli sforzi che l'Unione Europea sta facendo per chiudere i cosiddetti paradisi fiscali. “Se vuoi contrastare i paradisi fiscali devi cercare di svuotarli”, ha continuato il ministro italiano per il quale la piazza finanziaria di Lugano non deve più esistere. La Svizzera e Lugano non sono un Paradiso fiscale, Tremonti lo sa, ma se ne guarda bene di rispettare il diritto internazionale e le norme OCSE tanto decantate. Il suo obiettivo è quello di colpirci duramente. Sappiamo tutti che “In temp da guera a gh’è pusée bal che tera” ma è giunto il momento di reagire senza esitazione. È tempo che il Consiglio di Stato ci dia un segnale tangente che dimostri che non siamo disposti a farci prendere a pesci in faccia da tutti. È tempo che a Bellinzona capiscano la gravità della situazione e si schierino senza esitazione a sostenere la nostra iniziativa volta a salvaguardare posti di lavoro attuali e futuri (per intenderci quelli per i giovani di cui tutti si sciacquano sempre e volentieri la bocca). Non sottovalutiamo il pericolo. Il clima rispetto agli scudi precedenti è completamente cambiato. Grazie al caso UBS e alle genuflessioni di Merz in terra Libica che hanno dato un’immagine di debolezza governativa, la nostra clientela è disorientata e non si fida più del nostro Paese. Che tristezza. Una situazione senza precedenti che farà la differenza nella difesa della nostra piazza finanziaria. A questo punto bisogna smettere di filosofeggiare e bisogna agire sostenendo la nostra iniziativa in difesa della Svizzera che chiede di ancorare il segreto bancario nella Costituzione. Firmate e fate firmare. Paolo Sanvido, Lega dei Ticinesi e Membro del Comitato d’iniziativa “Difendiamo la Svizzera - Il segreto bancario nella costituzione"
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