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Rocco Bianchi
Tredicesima AVS e prestazioni complementari
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
3 anni fa
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Uno degli argomenti degli oppositori all’iniziativa per la 13. AVS è quello del sussidio a innaffiatoio, ossia di una rendita che andrebbe a tutti, anche a chi non ne avrebbe bisogno. Meglio sarebbe, dicono, incrementare le prestazioni complementari (PC), quelle appunto destinate a consentire una vita dignitosa ai pensionati le cui rendite sono troppo basse, in modo da mirare meglio i sussidiati e di conseguenza (forse) spendere qualcosa in meno rispetto all’iniziativa. Argomento che, ammettiamolo, ha una sua ragion d’essere.

Vi sono tuttavia alcune cose che costoro scientemente omettono di dire e che invece è utile ricordare, in modo da poter votare con cognizione di causa:

-       le prestazioni complementari non sono erogate dal fondo AVS ma direttamente dai Cantoni. Per farlo ricevono dalla Confederazione dei sussidi, i quali tuttavia non coprono il 100% della spesa (i 3/8 della rendita restano infatti a carico degli enti locali). In questo senso non si vede bene come il Canton Ticino, in un momento in cui è obbligato dal famoso decreto Morisoli ad azzerare il deficit pubblico entro la fine del prossimo anno, possa sopportare questo ulteriore aggravio. A meno che per aumentare da una parte non vada a incidere, ossia a tagliare, da un’altra;

-       a inizio 2024 è entrata in vigore l’ultima riforma delle PC, che le ha riviste al ribasso. Risultato: stando alla Conferenza svizzera per la previdenza sociale circa 8000 persone perderanno il diritto a riceverle, altre 60.000 circa le vedranno diminuire. Di questi circa 2/3 sono pensionati e 1/3 beneficiari di una rendita di invalidità;

-       per alcuni la perdita finanziaria è di pochi franchi, per altri invece arriva a 200-300 franchi al mese (2400-3600 franchi l’anno). Non pochi per chi è già in difficoltà;

-       le prestazioni complementari versate dopo il 1. gennaio 2021 devono essere restituite dopo il decesso del/i beneficiario/i, attingendo alla sua/loro eredità. È prevista una franchigia di esenzione di 40.000 franchi, è vero, ma si risale fino ai 10 anni precedenti al decesso. Calcolo ipotetico: ricevo 1000 franchi al mese, i miei eredi dovranno restituire 120.000 franchi (1000x12x10) meno la franchigia di 40.000, ossia in totale 80.000 franchi. Ulteriore ipotesi: mi sa che vi rinuncerebbero…

Questi i fatti.

Se mi si permette un appunto personale finale, faccio fatica a credere che un Parlamento federale che da decenni, riforma dopo riforma, ha costantemente abbassato le prestazioni delle assicurazioni sociali possa improvvisamente ricredersi e cambiare politica, aumentando proprio in questo settore la spesa.

Detto questo ognuno, com’è giusto che sia, voti secondo coscienza e le proprie convinzioni.

Rocco Bianchi, candidato la Sinistra al consiglio comunale di Lugano

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