
La canicola ci attanaglia da quasi due settimane e i prezzi di benzina e diesel minacciano di ritornare ai prezzi stratosferici che abbiamo vissuto dall’inizio della guerra in Iran. La situazione potrebbe protrarsi a lungo, mentre la canicola da record ci ricorda che il cambiamento climatico è una realtà sempre più inquietante. Per la Svizzera è tempo di reagire e in entrambi i casi si impone una risposta in campo energetico.
La Svizzera importa ogni anno energie fossili per 8 miliardi. Questo fiume di denaro oggi defluisce dai portafogli verso le tasche dei produttori di gas e petrolio, senza lasciare nulla da noi salvo le polveri fini e il CO2. Completare la transizione energetica significa arrestare l’emorragia e convertirla in investimenti in impianti fotovoltaici, batterie, auto elettriche, teleriscaldamento e termopompe. Certo, i pannelli arrivano dalla Cina, ma una volta installati producono per 30 anni elettricità che potrà essere consumata o venduta ai vicini, che la compreranno per ricaricare l’auto e scaldare (o raffreddare) la casa. Così facendo, i miliardi invece di defluire rimangono in Svizzera, ripartiti tra guadagni dei produttori, salari dei tecnici e risparmi dei consumatori. I risparmi derivano dal fatto che le tecnologie locali e pulite sono quasi sempre più economiche di quelle fossili e importate. Le termopompe sono più care da installare di una caldaia a gas o gasolio, ma hanno costi operativi molto minori che le rendono convenienti. Lo stesso vale per le auto elettriche: una ricarica da 100 km fatta a casa costa 4 franchi, contro i 10-12 di un equivalente pieno di benzina o diesel. E il denaro va al vicino di cosa con l’impianto solare invece che alla Shell.
Fortunatamente, i tre principali strumenti per completare la transizione sono tutti a portata di mano. Primo, è urgente far finalmente passare il Piano Energetico e Climatico Cantonale, che dopo 2 anni (!) si trova ancora bloccato a Bellinzona. Secondo, il Gran Consiglio dovrebbe procedere - senza annacquarla - con la revisione della Legge sull’energia che si trova in commissione, che darebbe un impulso a termopompe, teleriscaldamento e solare. Terzo, il Consiglio federale dovrebbe, come proposto dal presidente del PVL Svizzera, introdurre un diritto per i locatari di ottenere (anche se a spese proprie) dai proprietari di casa l’installazione di una colonnina di ricarica. Oggi questa può venir rifiutata anche senza motivi validi, il che esclude migliaia di locatari dai benefici della mobilità elettrica.
Tutti questo potrebbe accadere entro fine anno, contribuendo a ridurre le spese energetiche delle persone e a smettere di fare danni che stiamo cominciando a pagar caro. Serve solo la volontà politica.
Leandro De Angelis – Presidente PVL Ticino

