
Sono chiamati Nonluoghi e Superluoghi, sono spazi dove non c’è relazione tra le persone, dove non si stringono rapporti ma vi sono solamente flussi di persone che si incrociano senza comunicare tra di loro. Sono spazi di una surmodernità che un po’ fa paura, come ad esempio aeroporti, stazioni, svincoli autostradali, centri commerciali, e ora mi sembra che anche il Ticino stia diventando un po’ così. Manca la comunicazione, manca la tolleranza e manca uno spirito d’iniziativa che contraddistinguevano le generazioni d’un tempo: quelle di oggi sono impegnate nel web a cliccare “mi piace”. E nel frattempo politici e amministrazioni decidono di sopprimere luoghi d’incontro ormai radicati nel panorama ticinese, si assiste a un’abolizione della piccola vita notturna che esisteva nel nostro cantone, a vantaggio di poche persone che non tollerano più una minima movida esistita da sempre. Negli anni passati sono state annullate senza motivazioni plausibili, feste a bordo fiume con ricorrenza annuale alcune delle quali facevano pure beneficenza, si stanno addirittura togliendo i permessi allo storico Paso di Gorduno, che attualmente riesce a proporre un numero di eventi pari a meno delle dita di una mano, con un coprifuoco da quindicenni Si ostacolano progetti per un locale notturno fuori dal centro abitato locarnese, con un sistema audio completamente insonorizzato, che non prevede il minimo disturbo al vicinato; i ritrovi pubblici dei vari centri sono settimanalmente bombardati da salate multe dovute al fastidio arrecato a poche persone durante le fasce orarie consentite del week end. Gli ultimi giovani che escono ancora si ritrovano per strada, ai distributori di benzina a consumare alcolici e superalcolici, adagiati sui muretti adiacenti. Sono questi i nuovi punti di ritrovo? E la comunità dei giovani è dispersa, ci si chiede come questo possa accadere, come mai in Ticino non esistono più veri e propri punti di ritrovo com’era consuetudine fino a tre quattro anni fa. Se da una parte possiamo imputare una certa responsabilità alla grande concorrenza delle vite sociali proposte sui vari siti web, in primis facebook che riunisce tutta la gente con lo schermo davanti al visto a fare da filtro, invece che avere il rapporto diretto nella vita reale, face to face. Le legislazioni e le decisioni prese nel nostro cantone non aiutano di certo la vita sociale reale che pian piano si stà smorzando inesorabilmente. Nel Sopraceneri è rimasto solamente un grande punto di ritrovo per la vita notturna, mentre nel Sottoceneri se ne contano alcuni nella zona del luganese. Ma quello che più fa pensare e mette preoccupazione, è che la risposta dai diretti interessati non c’è, il colpo viene incassato senza nemmeno prendere una posizione. Fino a poco tempo fa come da buon paese democratico, se venivano prese decisioni non coerenti, che ai giovani non andavano bene, si cercava di fare qualcosa per cambiarle, per dimostrare il proprio dissenso. L’ultima grande dimostrazione è stata la protesta per le Officine di Bellinzona “Giù le mani delle Officine”. Un tempo venivano create raccolte firme, cortei, raduni; oggi si crea una pagina su facebook e si clicca mi piace! È questa la vera presa di posizione? Anche il governo dovrebbe creare la propria pagina e far partire le trattative da li? Che sia solo uno spunto di riflessione, ma che faccia pensare. Tom Alemanno, DJ Vanilla
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

