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Tiziano Galeazzi - Referendum ASNI fallito: oggi la beffa, domani i danni
Redazione
14 anni fa

L’Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI) non è riuscita ad opporsi ad una volontà unilaterale del Consiglio Federale, sostenuto dalle grosse banche e dall’Associazione delle banche sia svizzere che ticinese, a portare giustamente la popolazione al voto sugli accordi fiscali stipulati con Germania, Austria e Gran Bretagna. Accordi tranello che, con tutta evidenza, saranno penalizzanti per la nostra piazza finanziaria, per la nostra economia e per le migliaia di posti di lavoro a rischio; accordi pensati e maldestramente preparati da un gruppo di burocrati di Berna e da un Consiglio Federale messo sotto pressione dal caso UBS negli USA e da una UE affamata di denaro". Inoltre: "I creatori e sostenitori di questi accordi di doppia imposizione, comprendenti il famigerato “Rubik”, invitati a dibattiti televisivi e conferenze (per lo più senza la parte avversa), insistono con tenacia a propinare il messaggio che questa sia l’unica strada percorribile per la finanza elvetica. Peccato che si è negato cosi la possibilità di dare voce alla popolazione, che in questa delicata faccenda avrebbe dovuto essere meglio informata dei rischi e pericoli che presto la nostra piazza finanziaria ed economia subiranno. E’ proprio il caso di scriverlo che oggi abbiamo avuto la “beffa” dove ahimè non sono state raccolte le firme necessarie per andare al voto, e domani avremo i danni fuori casa. Si, perché se i sostenitori insistono sulla bonarietà degli accordi, spesso e volentieri non spiegano ai cittadini i costi di questa operazione. Quest’ultima peserà parecchio sul nostro modo di vivere e sulle migliaia di posti di lavoro. Anche in Ticino, sebbene si è comportato meglio rispetto al resto della Svizzera, non ha forse capito la gravità della situazione e la posta in gioco. La “weissgeld politik” sarà come una scure sulla piazza di Lugano, Chiasso e Locarno. Parecchie persone hanno semplicemente sottovalutato il quesito, specie nelle città di Ginevra e Zurigo, dove vi sono la maggior parte delle banche e dei capitali depositati in Svizzera. Ancora una volta dobbiamo ringraziare la debolezza del Consiglio Federale, che è riuscito per il tramite della sua Presidente Widmer-Schlupf a cedere alle pressioni di Stati esteri. La cittadinanza impiegata nel settore terziario, bancario e para bancario, saprà chi ringraziare quando perderà, con il tempo, il posto di lavoro. Cosi come i commerci, i negozi, la ristorazione e quant’altro ruota intorno all’economia della piazza finanziaria svizzera. Una magra consolazione, a noi che ci siamo impegnati nella raccolta delle firme quest’estate, perché ci credevamo e perché eravamo e siamo tutt’ora convinti del pericolo in atto, rimarrà di “tifare” contro voglia e turandoci il naso, la bocciatura probabile alla camera dei “Lander” in Germania. Se dovesse fallire, avremo ancora una possibilità di non negoziare a queste sciagurate condizioni capestro, degli accordi con i tedeschi. L’esempio ultimo di quanto le altre nazioni ci prendano in giro, arriva proprio ieri dalla Grecia. Ebbene nelle ultime settimane si è parlato e preparato un accordo pure con loro, e poi sui media veniamo a conoscenza che possiedono un CD con dati rubati su clienti ellenici e il Governo di Atene vorrebbe utilizzarli per colpire i loro concittadini. Ditemi voi se questi accordi siano o meno credibili e se questi Governi lo siano, compreso il nostro. Concludo che se la popolazione ha ritenuto di non apporre la propria firma su questi referendum vorrà dire che si assumerà anche le conseguenze sociali e occupazionali (disastrosi) nel prossimo futuro. Tiziano Galeazzi, presidente UDC distretto Lugano e socio ASNI

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