
Interrogazione al Municipio di Lugano - La sicurezza dei cittadini e delle forze dell'ordine prima del LAC
“Conoscendo le condizioni dell’avversario, in più i vantaggi offerti dal terreno e dai propri mezzi, vincerai. In caso contrario, perderai”
(-Zhang Yu - in L’Arte della Guerra di Sun Tzu)
Lodevole Municipio,
appurato oramai che le finanze fanno registrare perdite milionarie di bilancio, riteniamo che questo non dovrà mai riflettersi negativamente, e in nessun momento, su un indebolimento delle forze dell’ordine, del loro impiego e dei loro mezzi.
Anche il Corpo di polizia comunale, oltre alle sue esigenze organiche, già ridotte, necessità di aggiornamenti, mezzi e tutto quanto possa servire per adempiere al compito che quotidianamente è chiamato a svolgere.
Anche se la nostra città, definita una delle città svizzere più sicure nel 2013, deve poter seguire le evoluzioni anche nel campo dei mezzi di sostegno, affinché gli agenti di polizia possano muovere protetti e all’avanguardia sul territorio a loro affidato.
Recentemente, sia a livello svizzero che cantonale, la violenza da parte di singoli (rapine, scippi, aggressioni, furti) o gruppi violenti organizzati (ad esempio negli stadi o altri luoghi pubblici) è aumentata in modo significativo e preoccupante.
Proprio per questo, nelle ultime settimane, si è discusso a livello svizzero sull’introduzione o meno di un supporto per le forze dell’ordine chiamato “bodycam” o “micro-telecamera” da portare sulla divisa degli agenti.
Questa micro-telecamera ha lo scopo di dare un contributo alle forze dell’ordine. La funzione potrebbe essere di enorme aiuto non solo per problemi d’infrazione da parte di terzi, ma anche per una tutela fisica e legale (vedi denunce ad agenti per uso sproporzionato della forza) sia degli agenti che dei cittadini coinvolti.
Ovviamente, non si pretende che ogni poliziotto abbia un mezzo personalizzato, anche perché il costo dei mezzi, il controllo alla centrale e tutto quel che riguarda l’assimilazione dati, diverrebbe complicato e molto oneroso.
Una dotazione pianificata e razionale potrebbe dar manforte agli agenti sul territorio per l’identificazione di persone sospette, atti vandalici o violenti, testimoni, incidenti, prove legali per la Giustizia e incolumità di agenti e degli stessi cittadini.
Non da ultimo, sarebbero monitorati i comportamenti degli agenti che spesso vengono accusati di usare la forza in modo sproporzionato, affidandosi spesso a testimonianze verbali.
Sia in Germania che in Gran Bretagna (dove le bodycam vengono già impiegate in alcune città), la percentuale di reati contro terzi e poliziotti è diminuita sensibilmente.
In conclusione, gli interroganti reputano che anche in condizioni finanziarie precarie, la sicurezza (quale investimento) del cittadino e del territorio non vada messa in discussione, privilegiando magari altre voci di bilancio non estremamente necessarie, come potrebbero essere le future richieste di credito aggiuntive che il Consiglio Comunale dovrà approvare o meno, riguardanti ad esempio il LAC.
Preso atto delle considerazioni esposte, gli interroganti pongono la seguenti domande:
Il Lodevole Municipio ritiene opportuno che le proprie forze di polizia siano equipaggiate e dotate dei mezzi necessari (anche tecnologici) per far fronte alla nuova forma di violenza?
La Polizia di Lugano usa già queste “bodycam” di supporto? Se si, quante sono, da quanto tempo, con quali risultati e se attualmente sono in prova o già in dotazione all’equipaggiamento standard?
In caso negativo, Il Municipio è intenzionato a valutare la possibilità d’acquisto e d’impiego per le proprie forze di polizia?
Tiziano Galeazzi e Raide Bassi (UDC)
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