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Tiziano Galeazzi - Piazza finanziaria sempre più discriminata?
Redazione
13 anni fa

Interpellanza - Piazza finanziaria; sempre più discriminata?

Premessa:

in data 4 febbraio, l’Associazione bancaria ticinese (ABT, Centro studi bancari di Vezia) ha organizzato una conferenza, al Palazzo dei Congressi di Lugano, sulle normative italiane (Voluntary Disclosure) riguardanti gli averi all’estero di cittadini italiani.

La conferenza si è tenuta al Palazzo dei Congressi per ragioni organizzative, visto che la partecipazione di operatori bancari, fiduciari e addetti ai lavori è stata altissima, circa 400 persone.

Gli ospiti che ABT ha invitato, sicuramente di tutto rispetto, erano sette. Tra di essi, con perplessità di parecchie persone presenti, vi erano anche tre funzionari attivi nelle massime Istituzioni italiane: un Procuratore della Repubblica (avv. Greco), un responsabile delle Agenzie delle entrate (dir. Martino) e un colonnello della Guardia di Finanza, (col. Vinciguerra), capo ufficio operazioni di Torino.

I relatori hanno chiaramente palesato l’intenzione di trasmettere inquietudine e infondere timore ai presenti in sala, raggiungendo così un obiettivo sicuramente pianificato.

La percezione di tutto ciò è stata confermata più volte dal tono e dalla terminologia usati (black list, paradiso fiscale svizzero, spalloni, tendenza a fare troppo le vittime, invito ad adottare al più presto lo scambio di informazioni).

Il fatto che gli organizzatori non abbiano probabilmente avuto in anteprima lo scritto degli interventi dei loro ospiti non giustifica che quanto detto sul conto della piazza finanziaria svizzera, e di quella di Lugano, non fosse perlomeno fuori luogo e non corrispondesse ad una azione di “pusching attivo” per convincere i presenti, con una velata pressione psicologica, ad adottare subito, per i propri clienti, le normative italiane in vigore dal 2013. (Voluntary Disclosure).

Tutto questo a pochi giorni dall’incontro, a Berna, tra le delegazioni svizzera e italiana che dovranno affrontare alcuni problemi sollevati da accordi arenati da un po’ di tempo.

Per questo motivo gli interpellanti chiedono a codesto lodevole Municipio:

1) Il Municipio era a conoscenza degli ospiti invitati tra cui funzionari attivi delle Istituzioni italiane?

2) Il Municipio era presente o a conoscenza della tematica degli interventi degli invitati a parlare?

3) Vi è stata una forma diretta o indiretta sui costi (es. sala, mezzi informatici, microfoni ecc.) dove il Municipio ha contribuito per lo svolgimento della conferenza?

4) In questa particolare fase dei rapporti tra Svizzera e Italia e in questo clima incerto e di pressione che sta vivendo la piazza finanziaria luganese, il Municipio non riterrebbe meglio vigilare, sostenere e tutelare attivamente gli interessi del settore specifico?

5) Non ritiene il Municipio, sostenitore dell’economia, finanza e posti di lavoro pure del terziario, di valutare ed informarsi meglio su certe esposizioni sotto forma di conferenze, tavole rotonde, meeting e quant’altro sul proprio territorio? Questo senza violare in ogni modo la libertà di parola.

Tiziano Galeazzi, UDC

Raide Bassi, UDC

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