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Tiziano Galeazzi - Lugano Airport a Magadino: proposta ridicola
Redazione
12 anni fa

Dopo una relativa calma e dopo diversi incontri tra la Città di Lugano e potenziali investitori privati, con l’avvicinarsi del messaggio municipale inerente la richiesta di credito per il rilancio dello sviluppo dell’aeroporto, son scesi in campo con una proposta assai azzardata, tre dei comuni confinanti; Agno, Bioggio e Manno. Lo sanno tutti che questi paesi non sono mai stati favorevoli all’aeroporto, ma mai, fino ad oggi, si son spinti oltre, auspicando un trasferimento di tutta la struttura altrove e in questo caso a Magadino, perdendo cosi la bussola.

Mi chiedo che genere di calcolo in termini economici e non, ci sia nelle riflessioni fatte, visto che nel loro comprensorio hanno una miriade di aziende e dirigenti che usufruiscono dei servizi e della logistica di Lugano-Airport. Sembrerebbe un comportamento masochista voler rischiare di perdere aziende e posti di lavoro pur di non contribuire al rilancio di Lugano-Agno, dimenticandosi le ricadute positive che da decenni l’aeroporto di Lugano ha dato e sta dando all’intera Regione. Questo in termini d’indotto diretto e indiretto e pure in posti di lavoro. 400 impieghi ca. ruotano attorno al complesso e potrebbero essere, oggi a rischio.

A Magadino, la pista oggi è lunga 800m e potrebbe essere allungata al massimo fino a 970m. Qualsiasi ulteriore espansione entrerebbe in conflitto con la problematica ambientale legata alle “bolle” e alla protezione degli animali che ci vivono senza dimenticare il tragitto complicato e incolonnato per arrivarci dal Sottoceneri. Le strutture poi non sono in grado di accogliere il traffico aereo che transita nel Luganese.

Mentre a Agno la pista è di ca. 1420m e si fa già fatica a far atterrare alcuni aerei di linea regionali. Solo questa semplice considerazione dovrebbe far giungere alla conclusione che l’ipotesi di trasferire le attività aeroportuali tutte a Locarno è un’ipotesi insussistente, irrealizzabile sui principi basilari aeronautici.

Ricordo che poche settimane fa sono stati terminati i lavori a Nord della pista di Agno per la miglioria della sicurezza. Inoltre si hanno concessioni federali di grandissimo valore e sarebbe una follia doverle perdere.

Probabilmente questa “provocazione” non è nient’altro che un tentativo d’intimorire e indebolire non solo le buone intenzioni di Lugano ma pure potenziali investitori che fino ad oggi si sono manifestati. Sicuramente oltre ad interessi di parte di molti attori, vi sono anche interessi edilizi di chi sarebbe pronto a speculare su ogni centimetro quadrato lasciato libero in caso di dismissione dell’aeroporto. Tutta questa disinformazione avvenuta nei mesi passati, non farà altro che mettere dubbi e calare una cortina fumogena sulla popolazione. Se questa è la formula collegiale per sviluppare e consolidare il benessere comune, non solo della Regione del Vedeggio ma dell’intero Cantone e della Città di Lugano, allora siamo messi proprio da piangere. Le scuse del non allungamento a Sud, come quelle di Alptransit (fuori i nostri confini a sud non vedrà la luce molto presto) o della circonvallazione mai realizzata o ancora delle linee aeree commerciali, o passeggeri in calo e di Malpensa (verrà ulteriormente declassato?) sono solo fumo negli occhi per nascondere altre scottanti verità.

Tiziano Galeazzi, Consigliere Comunale UDC Lugano

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