
È stato interessante leggere sui giornali la cronaca di questi ultimi due mesi di frenetica attività, con il Consiglio Federale trovatosi a fronteggiare spinosi dossier, e il nostro Consiglio di Stato all’opera sul tema specifico dello scudo fiscale italiano. Il cittadino è a dir poco disorientato e perplesso, davanti a tali esempi di esecutivo debole e inconcludente. Ma andiamo per ordine ad esaminare le attività dei due livelli istituzionali, a partire dal 2008 quando, in pochi mesi, sul tavolo del CF cascarono due dossier, e un terzo (scudo italiano) seguì la scorsa estate. Con quegli incartamenti scottanti (UBS, Libia e poi scudo-ter Tremonti), il governo centrale è andato in tilt, tra balletti diplomatici senza alcun risultato e figuracce che nemmeno l’ultimo degli stati africani avrebbe mai fatto. Usando la voce grossa, gli Stati Uniti hanno ottenuto, per ora, una lista di nomi che superano le 4000 persone, infrangendo così il segreto bancario. Ancora oggi restiamo ostaggi di un beduino, a causa del quale, oltre a “perderci la faccia”, come disse il CF e Presidente Merz (parlando di sé), è risultata minata la nostra credibilità nei confronti di tutto il mondo. Ovviamente, squadra che “vince” (sic!) non si tocca. In un Paese che si rispetti, mezzo Consiglio Federale avrebbe rassegnato le dimissioni. Non in Svizzera. Da noi, il bilancio 2009 del Presidente della Confederazione, trasmesso ai media la settimana scorsa, è stato presentato come positivo (sic)! Ci dica, Signor Merz, cosa vi è stato di positivo nel suo anno presidenziale e nell’operato dei suoi colleghi? Il CF Leuemberger pensa solo ad aumentare le tasse sul CO2. A Roma, la CF Leuthard si limita semplicemente a dire: - speriamo che lo scudo finisca a dicembre.. - Senza avere altri argomenti. La Ministra degli Affari esteri Calmy Rey, al posto di difendere gli interessi del nostro Paese, difende le altre nazioni dalla Svizzera. Nel frattempo, gli altri Paesi ci prendono a pedate sulle gengive (vedi Germania, Francia e Italia) e noi, bravi scolaretti diligenti, perdiamo quasi 35 miliardi di euro dalle nostre banche in soli 2 mesi di scudo (e non è finita! Ci sarà una richiesta, da parte del deputato del PdL italiano Fleres, di prorogare lo scudo fino a dicembre 2011). Andando avanti di questo passo, nel settore bancario e parabancario ticinese potremmo perdere ca. 1500 posti di lavoro nei prossimi dodici mesi. Per questo, dobbiamo ringraziare anche la politica lenta e improvvisata del nostro Consiglio di Stato. “Tütt a post”, diceva il Governo, quando, nella primavera di quest’anno, UDC e Lega dei Ticinesi manifestavano già preoccupazione per lo scudo- ter di Tremonti. Rileggendo cosa scriveva il Sole24ore:“Le banche italiane stanno creando teams di lavoro ad hoc per far fronte ai capitali che rientreranno da settembre. Saranno un sacco di miliardi di euro”. Ma per taluni, UDC e Lega avevano torto. “Tanto rumore per nulla”, si scriveva sui quotidiani. Per gli avversari, la raccolta delle firme per ancorare il segreto bancario alla Costituzione era pura follia. Oggi vediamo il risultato della sottovalutazione fatta dagli altri partiti e dal Governo. Solo ora questi tendono a farsi promotori di ribellioni e crociate per limitare i danni, spacciandosi per coloro che per primi avevano fiutato il pericolo. Il PPD si professa partito condottiero di questa controffensiva verso l’Italia, peccato poi che, sulle colonne de “ Il caffè” di domenica scorsa, il CdS Pedrazzini affermi che “il segreto bancario come lo conosciamo è ‘morto’. Quindi è ora di voltare pagina” (ossia, care banche, siate pronte a chiudere!), scoprendosi così insospettabile massimo esperto in materia finanziaria. Ci dica, Signor Consigliere, quale pagina dovremmo voltare? Il Ticino non ha il mare delle Maldive (turismo) e nemmeno il petrolio dell’Arabia Saudita (energia). Se il nostro Cantone ha fatto un salto di qualità nel settore terziario negli ultimi trent’anni, dobbiamo ringraziare
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