
“Caro Babbo Natale, mi chiamo Peter e sono un bambino svizzero. Ti scrivo questa letterina per ringraziarti dei doni che, a sorpresa, hai già consegnato durante l’anno a me e ai miei amichetti svizzeri, e anche per i prossimi cadeaux, sì, perché sono convinto che, con la tua “bontà internazionalista e il passaporto europeo”, avendo i bilaterali con noi, riceveremo tutti noi svizzerotti presto altri pensierini da parte tua!”. Ci sono stati davvero regali per tutti i gusti quest'anno, a partire dalla diatriba con gli Stati Uniti e il segreto bancario, cui è seguito il pacco dono per la nostra ambasciata a Tripoli: due prigionieri svizzeri a processo (una fantozziana odissea) e il colonnello esaltato che ci vorrebbe cancellare dalla faccia della terra (almeno fosse un generale!). Poi ancora lo scampanellare delle tue renne, ed ecco recapitata sulla nostra soglia rossocrociata la pressione dell’Unione europea sulla nostra fiscalità intercantonale e riservatezza bancaria (segreto), che da un fastidio atroce a coloro che ci circondano. Altro giro di slitta, ed ecco che riappari con una chicca: gli otto Imam che operano nelle moschee in Svizzera, invitando i loro pellegrini a “sterminare gli infedeli, crociati, europei e svizzeri'” (come riportatoci dai nostri servizi di“intelligence”). Sorpresa per me, ma pare che tutto questo fosse già a conoscenza (e taciuto) il nostro Consiglio Federale già prima della votazione dello scorso 29 novembre. Un pensiero speciale per festeggiare il Natale non poteva mancare dai nostri amici oltre confine, dal Ministro italiano Tremonti che, per passare alla storia quale unico ministro degli ultimi cinque governi ad aver veramente guadagnato la pagnotta, ha pensato bene di dilettarsi in una magica inversione di rotta dei flussi di capitali. Prima si divertiva a portarli da noi, oggi, per mancanza di soldi nelle tasche del governo e dei politici, e per evitare l'onta di dichiarare bancarotta prima della Grecia, si diverte a scudare a go-go. Caro Babbo Natale, non vuoi svelarci i regali che ancora nascondi nel sacco per tutti noi? Una tua renna in confidenza mi ha detto... che un gruppetto di parlamentari ticinesi, composto da socialisti, verdi e radicali, (e ti pareva, dopo il 29 novembre non dormono più!) vorrebbe invitare in Ticino qualche prigioniero di Guantanamo (speriamo a casa loro e a loro spese). Proprio gli stessi che manifestavano in piazza contro le Guerra degli Stati Uniti a Saddam Hussein! Ora vorrebbero togliere agli americani le castagne dal fuoco, sotto il nobile emblema della “Svizzera Paese umanitario”. Ma la tua renna mi ha già spifferato anche di altri doni, come lo scudo quater italiano (in uscita altri 15-20 mia EUR?) e l’accanimento verso la Svizzera dei francesi, dopo le affermazioni del C.F. Merz sull’eventuale congelamento degli accordi di doppia imposizione. Questo in relazione all’acquisizione francese dei dati su clienti presso una banca di Ginevra. Da parte mia ahimè, mi aspetto che ci porterai un dono amaro, l'aumento della disoccupazione ticinese, specie nel settore bancario e fiduciario , dove purtroppo vi saranno non meno di mille posti di lavoro a rischio, a causa dell’incapacità di alcuni politici federali e cantonali e di qualche associazione di settore che, dalla scorsa primavera, hanno sottovalutato le intenzioni del Ministro Tremonti, tacciando l’UDC Ticino e la Lega per catastrofisti. Ma a parte queste nefaste previsioni alcuni di noi desiderano poter contare su qualche soldino in più nelle casse dello Stato, quindi speriamo che l’idea di un’amnistia fiscale ticinese presto scenda come neve sul nostro bel Ticino e che in Svizzera si possano raccogliere più di cento mila firme per votare e ancorare il segreto bancario alla Costituzione. (Visto anche che da un recente sondaggio gli svizzeri sono favorevoli al 72% alla segretezza) Desideri ve ne sono parecchi da esaudire. Dai premi pazzeschi delle casse malati da frenare, alla criminalità in aumento da comb
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