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Tiziano Galeazzi: BancaStato, a rischio multe miliardarie con clienti USA?
Redazione
13 anni fa

In questi frenetici giorni primaverili ma decisamente freddi per il mese di giugno, la temperatura si sta alzando altrove e di brutto. Dove? Nella Berna federale e nel settore finanziario-bancario svizzero. La questione che ci tiene inchiodati ad una “sedia elettrica” (per rimanere in gergo americano) è l’accordo unilaterale che gli USA ci vorrebbero imporre come se fossimo un loro paese satellite o un paese da conquistare vedi Medioriente. Non solo con minacce economiche ma pure, ed è sconcertante, imponendo le loro leggi “extraterritoriali” al nostro ordinamento giuridico. Qualche giorno fa è stato detto da fonte ufficiale americana, che la loro intenzione è imporre alla Svizzera quanto ritengono corretto secondo “la propria sovranità giudiziaria”. La differenza tra loro e noi? Nel nostro Paese fortunatamente il popolo è ancora sovrano e non il Dipartimento della giustizia o il Parlamento o il Congresso. Detto questo, che non è di poco conto nei confronti di uno Stato sovrano come il nostro, il problema grave sta nel fornire ulteriori migliaia di nomi di funzionari bancari, parabancari, fiduciari e avvocati commercialisti. Questo con il consenso del Governo federale. Non è finita qua; vi sono anche le multe miliardarie in vista per le banche che hanno attivamente collaborato con clientela americana negli anni passati (dai 7 mia a oltre i 30 mia). Per rincarare la dose sembra che le banche vengano suddivise tutte in categorie, comprese quelle che non hanno mai avuto a che fare con gli USA. Quest’ultime dovranno dimostrare di essere “innocenti” oppure verranno denunciate alla giustizia. Se questo non significa diventare il 51.o Stato sulla bandiera americana, che vorrà dire? Sappiamo che negli anni scorsi si sono fatti molti sforzi e introdotto regole più severe (accordi di Basilea) per poter creare delle riserve e dei parametri ben specifici sul capitale societario e sulle riserve, affinché molti istituti di credito potessero avere le classiche “spalle coperte” contro eventuali scivoloni finanziari (crack) o principi di cedimento strutturali creati da investimenti sbagliati. Da questa faccenda con gli USA emerge che molte banche e pure quelle Cantonali sono ad alto rischio multe. Tante di esse, se dovessero essere ritenute colpevoli, rischierebbero grosso e forse anche la capitolazione. Anche in Ticino come negli altri Cantoni vi è la banca Cantonale, cioè Banca Stato. Leggendo qua e là in alcuni giornali d’oltre Alpe ho potuto leggere in un’intervista al Presidente del CdA, Avv. Pelli, che in Banca Stato vi sono pochissimi clienti americani. Una delle domande che comunque qualsiasi cittadino si porrebbe, visto che la Banca appartiene al Cantone e quindi ai cittadini ticinesi, è sapere se questi clienti americani siano o meno una minaccia per la banca stessa. Minaccia intesa come possibili multe all’orizzonte e se all’interno del personle non vi siano funzionari a rischio giudiziario con le autorità americane. Altra istituzione, in questo caso federale, è il gigante giallo. Quest’ultimo è entrato con Post finance nel mercato degli investimenti da qualche anno, quindi le domande sorgono spontanee anche per la Posta. In tutta questa situazione creatasi con gli USA si ha l’impressione che troppe cose vengano narcotizzate al pubblico e vengano disminuite dalle autorità competenti. Questo comportamento non è più ammissibile da parte delle nostre istituzioni, perché qua in gioco vi sono oltre che migliaia di posti di lavoro, anche ricadute negative economiche, sociali e ovviamente finanziarie. Tiziano Galeazzi, Coordinatore Swiss Respect TI e GR

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