
Esattamente un anno fa, il 23.09.2013, a fronte delle numerose sollecitazioni ricevute da parte di cittadini della Città di Mendrisio (e non solo), il Gruppo PLR in Consiglio Comunale ha trasmesso un’interrogazione al Municipio di Mendrisio denominata “Occupazione e mobilità transfrontaliera: necessarie misure urgenti”. Dunque ben prima del lancio della campagna Zali contro i posteggi abusivi, la Sezione PLR di Mendrisio aveva formulato proposte e correttivi, segnalando concetti innovativi per la gestione degli incentivi e delle licenze edilizie. Dopo quasi un anno, attendiamo ancora risposta (a dispetto dei 90 giorni previsti per legge).
Senza sconfinare nel populismo, più volte abbiamo sollecitato il Municipio ad affrontare la situazione relativa all'occupazione ed alla mobilità transfrontaliera. Sebbene sia vero che Mendrisio non possa pensare di risolvere il problema da sola, non possiamo esimerci dal cercare nuove vie e soluzioni da un lato per incentivare l'assunzione di manodopera locale e dall’altro per fare in modo che il traffico transfrontaliero non incida in maniera ulteriormente negativa sulla qualità della vita dei nostri residenti. Solo alcune ditte presenti sul territorio applicano una politica di mobilità sostenibile. Malgrado gli sforzi compiuti, i risultati stentano a farsi sentire. Nello scenario quanto mai negativo entra anche in gioco il rallentamento dell'opera ferroviaria Mendrisio – Malpensa (tempi di realizzazione ancora ignoti) e la soppressione del servizio Tilo da Albate Camerlata. La politica attuata negli ultimi 20 anni dal Dipartimento del Territorio con la complicità dei Comuni (e in questo caso Mendrisio non ha fatto eccezioni, anzi…) ha creato il disastro viario sotto gli occhi di tutti. E' inconcepibile, ad esempio, che se un’azienda dispone di una licenza edilizia per 100 posti auto ne abbia di fatto 400. E gli studi d’impatto ambientale e di sostenibilità viaria a cosa servono e a cosa sono serviti? A foraggiare alcuni studi d’ingegneria? Soldi gettati alle ortiche.
Crediamo fermamente in una politica d’incentivo alle aziende virtuose (e non smetterò mai di citare la ditta Argor che da anni fa pagare il posteggio alle proprie maestranze offrendo incentivi al car pooling o al mezzo pubblico!). Per cui lo spauracchio che le imprese se ne vadano se dovranno far pagare il posteggio ai propri dipendenti non deve intimidire chi sta cercando di far rispettare la legge e mi rallegro se un dipendente (frontaliero o ticinese) dovrà pagare il posto auto per finanziare dei piani di mobilità sostenibile. Purché ci sia una strategia. Se oltre confine non si organizzano, sta ai dipendenti protestare con i loro Sindaci non con i nostri imprenditori. Siamo seri! E la delocalizzazione come spauracchio? A Mendrisio un noto centro commerciale amplierà ulteriormente le superfici di vendita ed un altro grande marchio si è appena insediato. Dunque, ricapitolando, ci opponiamo fermamente all’abusivismo ma dall’altro lato vogliamo che si instauri un clima di fiducia con chi collabora e ha già messo in atto sistemi innovativi nella gestione della mobilità delle proprie maestranze. E non dimentichiamo che anche i comuni cittadini ticinesi, non solo le grande imprese, pagano le imposte per far funzionare case anziani e ospedali (forse anche in misura maggiore!), che vorrebbero poter raggiungere in caso di bisogno, senza rimanere ostaggi del traffico transfrontaliero tra un quartiere e l’altro. Dunque ben vengano 3’000 posti auto abusivi in meno (che corrispondono a 12 KM di colonna). Accantoniamo la politica deleteria portata avanti dal Dipartimento del Territorio negli ultimi 20 anni per una vera rivoluzione in termini di mobilità. Non possiamo più attendere.
Tiziano Calderari, Presidente PLR MendrisioGiovanni Poloni, Capogruppo PLR in Consiglio Comunale Mendrisio
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