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Tita Malingamba - L'educazione sessuale che vorrei
Tita Malingamba - L'educazione sessuale che vorrei
Tita Malingamba - L'educazione sessuale che vorrei
Redazione
11 anni fa

Scrivo a proposito dell'articolo apparso sul GDP il 21 settembre, e ripreso il 22 dal CDT, riguardante il nuovo manuale di educazione sessuale per le scuole medie in via di stampa. Mi risulta ovviamente difficile esprimermi sul manuale stesso in quanto non è ancora possibile averne accesso e tra l'altro mi chiedo come una certa stampa possa esserne venuta in possesso. Mi esprimerò dunque su quanto scritto negli articoli e sul mio pensiero di mamma di una ragazza di quarta media.

Per quanto riguarda la presunta visione che sarebbe imposta dallo Stato mi sento di dare fiducia ai redattori del manuale che, vista la delicatezza dell'argomento, avranno sicuramente dovuto attenersi a documentazioni scientifiche e riconosciute, valide a livello nazionale e probabilmente internazionale. Me lo fa anche pensare il fatto che il consigliere di stato Bertoli ha detto ai microfoni della RSI che solo il rappresentante della chiesa cattolica non ritiene di dare il suo consenso alla pubblicazione del libro, mentre il resto dei lettori critici (rappresentanti della conferenza cantonale dei genitori, della chiesa protestante, del medico cantonale e altri) hanno dato il loro consenso.

Come mamma so quanto sia difficile discutere con i propri figli di questione legate alla sessualità e soprattutto mi rendo conto, parlando con altri genitori, di come queste discussioni coinvolgono una piccolissima parte delle famiglie. Sono d'altra parte cosciente di come il mondo del web e dei media sia straripante di sessualità di facile accesso e diversi studi dimostrano come i ragazzi ne facciano largo uso. Questa è l'educazione sessuale che non vorrei e quindi ben venga un manuale su questi temi, distribuito da docenti che ne potranno prendere spunto per affrontare i temi della sessualità in modo serio e professionale. Non vedo poi cosa ci sia di male nello spiegare l'importanza dei preliminari, distanziandosi così da atti sessuali volgarizzati tipici della pornografia e permettendo a chi si sentirà pronto per il suo primo atto sessuale di farlo nel rispetto di se' e dell'altro. Sicuramente altrettanto importante è conoscere il giusto utilizzo del preservativo, unico metodo per prevenire la maggior parte delle malattie sessualmente trasmissibili! Oppure vogliamo chiudere gli occhi davanti all'evidenza e continuare a proporre l'astinenza come unico anticoncezionale?

Fortunatamente poi non troveremo più nessun medico che attribuisce alla masturbazione le terribili malattie di cui un tempo si diceva: sordità, cecità o addirittura la morte. Ormai tutti i sessuologi e molti psicologi riconoscono a questa naturale attività un ruolo importante di conoscenza del proprio corpo e uno strumento utile per poi vivere una vita di coppia soddisfacente. E allora smettiamola di condannarla!

Sono inoltre curiosa di leggere i capitoli sulla pornografia e sull'interruzione volontaria di gravidanza. Dalle poche frasi estratte dall'articolista sembrerebbe davvero poco delicato il modo di trattare questi temi, ma purtroppo il testo non è disponibile e sappiamo benissimo come sia facile travisare il contenuto di un capitolo basandosi sull'estrapolazione di poche frasi! I lettori critici avrebbero davvero accettato degli argomenti così scarni?

L'articolo termina con la questione dell'insegnamento della famiglia, con cui il manuale potrebbe porsi in contrasto. Ma di quale famiglia si parla? Che lo si voglia o no viviamo ormai in un tale mescolanza di etnie, religioni e filosofie, che se volessimo mettere il punto di vista di tutti, seppur legittimo, non basterebbero cinque volumi per esprimerlo! E allora io mi auguro che il manuale sia stato scritto nel modo più laico possibile e abbia saputo affrontare i vari importantissimi temi legati alla sessualità e all'affettività nel modo più rispettoso possibile, perché sono convinta che il rispetto, di sé e dell'altro, sia il valore imprescindibile quando si trattano questi argomenti.

Tita Malingamba, mamma

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