
In quanto giubiaschese, confrontato ogni giorno con il passaggio di migliaia di macchine in Piazza Grande (22'000 per l’esattezza), il semisvincolo che dovrebbe sorgere sull’autostrada tra Bellinzona Sud e Nord potrebbe sembrarmi la soluzione per tutti i mali. Posso, infatti, certamente credere ai promotori del semisvincolo che il traffico con questa uscita autostradale a Giubiasco diminuirebbe del 50% - il traffico non sparisce, bene inteso. Credo pure che il posteggio di assestamento in Via Tatti sarà ben occupato dalle auto dei funzionari che ne avranno a disposizione 580, mentre 300 posti auto saranno invece dei privati (qualcuno comunque dovrebbe spiegarmi perché i funzionari, invece di occupare quei posteggi di lunga durata, non vengono a lavorare in treno, visto che è proprio il Cantone stesso a promuovere la mobilità aziendale, ossia l'uso dei mezzi pubblici da parte dei dipendenti delle aziende che aderiscono al progetto). Mi sorgono invece dei dubbi quando penso alle 11'000 auto che non passerebbero più a Giubiasco (leggi sopra diminuzione del 50 % del traffico). Ma dove andranno a finire? Certo, una migliore offerta dei mezzi pubblici o, ancora, per esempio, il bike-sharing faranno la loro parte. Tuttavia, nessuno è ancora riuscito a convincermi che i 3200 posteggi in città e i 300 posteggi nuovi previsti alla stazione di Bellinzona rimarranno disponibili grazie al semisvincolo. Inoltre, come dimostrano ormai innumerevoli studi, nuove strade portano nuovo traffico. Quindi, se in un primo tempo avremo pure una rilevante diminuzione del traffico, questo tenderà ad aumentare in futuro. E quindi, invece di aver risolto un problema ci ritroveremo un domani con due problemi: Giubiasco si ritroverà in una situazione simile a quella odierna e Bellinzona si vedrà confrontata con il problema attorno a Via Tatti, oltre a quello che ha già per chi viene da Nord e percorre Via San Gottardo. Credo pertanto che sia finalmente giunto il momento di cambiare abitudini, di passare dall’adozione di soluzioni contingenti a soluzioni ispirate da pensieri più lunghi. Adottiamo un po’ di curiosità e di coraggio per cambiare paradigma, lasciamo dietro di noi questa necessità, questa voglia sfrenata di mobilità senza una minima riflessione sul nostro agire. Spostiamoci con i mezzi pubblici, in bicicletta, a piedi. Riscopriamo il piacere di muoverci oppure di goderci il mezzo pubblico che ci porta, senza pensieri, dove desideriamo, liberi di chiacchierare con un altro passeggero, di leggere, di guardare il paesaggio, di dormire e, perché no, anche di sognare. Ma se proprio non siamo disposti e pronti a rinunciare alla macchina, costruiamo al posto del semisvincolo due posteggi di assestamento all’uscita nord e sud dell’autostrada, adottiamo il road pricing o l’ecopass come a Milano, o, ancora, rendiamo veramente vivibile la piazza di Giubiasco sotterrando la strada attuale su due tratte tra la Morobbia e le Semine. Altre città in Svizzera lo hanno già fatto. Invito tutti i giubiaschesi a osare e ad immaginare il nostro comune diverso e un po’ più a misura d’uomo. Thomas Ruckstuhl, Consigliere Comunale e candidato alle prossime elezioni comunali per i Verdi di Giubiasco
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