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Tatiana Lurati Grassi - Accordi bilaterali e misure di accompagnamento
Redazione
11 anni fa

Gli accordi bilaterali hanno aperto i mercati. Questo, per l’economia ticinese, è un elemento positivo. Ma evidentemente questa apertura ha contribuito ad incrementare un dumping salariale e sociale, tra l’altro favoriti da una parte dell’imprenditoria e delle clientele ticinesi che favoriscono appalti a bassi costi a ex lavoratori frontalieri fatti diventare “padroncini”.

Perché tutto questo? Già nel lontano 1999 si indicava che le misure accompagnatorie all’accordo sulla libera circolazione delle persone per il mercato del lavoro svizzero, ma soprattutto per quello ticinese, erano fondamentali. Le misure erano sostanzialmente tre: una facilitazione delle condizioni previste per il conferimento dell’obbligatorietà generale ai contratti collettivi di lavoro; la possibilità di introdurre dei salari minimi, per mezzo dei contratti di lavoro normali; una nuova legge sui lavoratori distaccati. C’è chi sosteneva, e di certo non la sinistra, che il mercato avrebbe regolato tutto. Eh già, … avrebbe. La situazione è oggi sotto gli occhi di tutti.

Il Partito Socialista già a quel tempo sosteneva fortemente queste misure che miravano ad istituire un apparato legislativo in grado di impedire l’insorgere di fenomeni di dumping sociale e/o salariale a danno dei lavoratori residenti in Ticino.

Dopo molte iniziative e aver insistito la sinistra nel corso degli anni ha ottenuto un potenziamento degli ispettori che controllano il rispetto dei bilaterali in Ticino. Ma nel nostro Cantone non basta. Credo occorra potenziare ulteriormente le misure per combattere questa deriva e dovremo entrare in materia sui salari minimi e i contratti collettivi generalizzati, unici strumenti che eviterebbero il ribasso sistematico sui salari.

Invece no, nulla di tutto questo.

Il primo di aprile (purtroppo non era uno scherzo) ancora una volta il Consiglio Federale ha dimostrato di non avere “coraggio”. Il Consigliere Federale liberale radicale Schneider-Amman, succube delle lobby economiche e di quelli che “il mercato regola tutto …” ha annunciato che non saranno introdotte misure di accompagnamento più incisive per proteggere il mercato del lavoro svizzero e soprattutto per le zone di frontiera quale il Ticino. Che bella fregatura!!

Tatiana Lurati Grassi, candidata al Governo per il Partito Socialista

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