
Una Città, 13 quartieri. Lo slogan elettorale scelto dal PLR potrebbe venir letto da due punti di vista. Diametralmente opposti. L’importanza dei quartieri, tanto decantata nella costruzione della nuova Città di Bellinzona, è rimasta sulla carta, tutto è stato centralizzato, tutto viene deciso nel e per il centro, bisogna assolutamente cambiare. Oppure, al contrario, la nuova Bellinzona vive grazie alla vitalità e alla propositività di tutti i suoi quartieri e alle scelte fatte per i quartieri da Municipio e Consiglio comunale, tutto bene allora, avanti così.
Punti di vista entrambi legittimi, entrambi con un fondo di verità. Ma entrambi non del tutto oggettivi. L’aggregazione ha avuto successo proprio perché ha tenuto sullo stesso piano paritario tutti i 13 ex Comuni. Con la nascita della nuova Città sono stati concretizzati i principi contenuti nel progetto aggregativo: uno sportello multifunzionale in ogni quartiere, senza distinzione; i servizi della nuova Amministrazione comunale decentralizzati in molti dei 13 quartieri (ad esempio le Finanze a Giubiasco, il Controllo abitanti a Claro, …); la continuazione dei progetti avviati nei precedenti Comuni (il Policentro a Pianezzo, la nuova piazza di Preonzo, il parco giochi a Gorduno, ...), senza eccezioni; il sostegno alle attività sociali e ricreative svolte nei quartieri (feste, mercatini di Natale, carnevali, ...) come avveniva negli ex Comuni.
Contemporaneamente, e direi necessariamente, sono state fatte delle nuove scelte. Si sono ad esempio dovuti armonizzare i regolamenti comunali, si sono dovute applicare le stesse regole a tutte le cittadine e i cittadini della nuova Città. Una parità ed equità di trattamento dovuta a tutte e a tutti e nel contempo attesa. Ad esempio oggi abbiamo l’accesso libero a tutti gli eco-centri, con il vantaggio di poter usufruire di un servizio completo indipendentemente dal quartiere. Un esercizio, quello dell’armonizzazione, che qua e là ha creato qualche malumore perché prima si veniva trattati meglio, perché sì che prima i politici capivano le esigenze locali e invece adesso …. Un esercizio che, con il senno di poi, poteva magari essere fatto anche diversamente. Come detto, un po’ di oggettività non guasterebbe a tutti, ma tant’è.
I nostri municipali PLR, con il resto del Municipio, in questi tre anni hanno partecipato attivamente alle serate pubbliche nei quartieri, si sono fatti ambasciatori delle esigenze emerse. Ma i quartieri, per “guadagnarsi” la giusta attenzione di Palazzo civico, cosa stanno facendo? L’identità e la vitalità di una comunità non è garantita da un regolamento o da altro. La comunità la fanno le cittadine e i cittadini che la vivono, la animano e la rendono viva. Mantenere vive le tradizioni locali, proporre nuovi eventi e manifestazioni nei quartieri. La Città e i suoi servizi sono a disposizione, aiutano, ma la spinta e le proposte devono arrivare dai diretti interessati, non possono essere calate dall’alto o imposte. Anche per questo vi è la possibilità di costituire delle associazioni di quartiere, con il compito, sì, di fare da collante tra quartiere, appunto, e autorità, ma anche di coordinare e promuovere le attività locali. Per quartieri vivaci con una propria identità in una nuova Città più grande e aggregata. Non tutti i quartieri ne hanno finora approfittato, non in tutti i quartieri è stata costituita un’associazione. Peccato, ma c’è ancora tempo per rimediare. Perché una Città sono i suoi quartieri, i 13 quartieri della nuova Bellinzona.
Tamara Pedrazzoli Bernasconi - Lista n. 3 PLR, candidata n.19 al Consiglio comunale, e vicepresidente Sezione PLR Bellinzona
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