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Successione Pascal Couchepin: no ad una maggioranza di centro destra
Redazione
17 anni fa
Marina Carobbio

Dopo l’annuncio delle dimissioni di Pascal Couchepin ci si occupa di chi sarà il suo successero: romando, svizzero tedesco … magari ticinese. Liberale o PPD. Con addirittura anche voci di chi sostiene che un governo a maggioranza di donne in Svizzera non si ha da fare. Non voglio sminuire la portata della nomina di un consigliere federale. Tanto più che l’elezione di un altro ministro dichiaratamente a destra rafforzerebbe una maggioranza legata agli interessi economici e quel mondo finanziario che, con i suoi meccanismo perversi di retribuzioni e bonus miliardari, ha contribuito alla perversione del sistema. Bonus e retribuzioni incassate dai vertici delle banche che oggi molti criticano, alcuni comunque giustificano e che soprattutto una certa classe politica non vuole limitare. Come si è visto recentemente alle Camere federali i vari tentativi di mettere un tetto alle retribuzioni stratosferiche dei manager è sempre fallito. E’addirittura una vera limitazione di bonus e paracaduti dorati è stata bocciata a Berna non solo con i voti dei radicali e una parte dell’UDC, ma anche con i voti del PPD, partito che come UDC e PLR negli anni scorsi ha ricevuto finanziamenti da parte delle banche, e che guarda caso avrebbe dovuto incassare proprio in queste settimane ancora 150'000 franchi di finanziamento da parte dell’UBS. Come ha ammesso il presidente del PPD Darbellay. Una maggioranza di centro destra, già ben presente oggi in governo e parlamento, se rafforzata avrebbe conseguenze ancora più gravi, minando lo Stato sociale, la redistribuzione della ricchezza e diritti sociali. Il rischio dunque è che quest’estate il dibattito pubblico ruoti attorno a nomi di successori e speculazioni, tralasciando di affrontare i problemi con cui la Svizzera è confrontata. Come la crisi economica. Alla fine dell’anno avremo oltre 200'000 persone disoccupate. Dopo l’estate (esaurite le possibilità per le ditte di fare capo a vacanze e recupero di ore supplementari e con l’arrivo dei giovani in cerca di lavoro) ci sarà una drammatica impennata dei senza lavoro, in particolare dei giovani che hanno appena terminato la formazione. L’inaccettabile aumento dei premi cassa malati mediamente del 15% farà diminuire sensibilmente i redditi di molte famiglie, e anche in Ticino benché l’aumento sia ridotto, c’è poco da stare allegri. Si calcola che globalmente in Svizzera l’aumento dei costi per l’assicurazione malattia corrisponde a una perdita del potere d’acquisto di due miliardi: un terzo del contributo diretto della Confederazione a UBS sotto forma di prestito convertibile, al quale come sappiamo si aggiungo gli oltre 40 miliardi di titoli tossici acquistati dalla BNS. Che fa la maggioranza di centro destra a Berna in governo e parlamento? Invece di proporre subito un terzo pacchetto di rilancio congiunturale, decide di ridurre le rendite AVS abbassando l’indice misto. E invece di reali misure per contenere i costi sanitari fa proposte chiaramente antisociali come la tassa di 30 franchi per consultazione. Anzi ancora una volta sotto pressione della lobby farmaceutica che li finanzia, i partiti di destra mantengono il divieto d’importazione parallela di medicamenti, importazione che invece garantirebbero pari efficacia ma meno costosi. In questa situazione il ruolo della sinistra e del partito socialista è fondamentale. Non basta infatti mettere alcune regole al sistema finanziario. Se a livello internazionale la sinistra deve proporre un modello di società diverso e chiedere una nuova Bretton Woods, qui come altrove dobbiamo rafforzare lo Stato e avvicinarlo ai cittadini, garantendogli i mezzi finanziari per esercitare i suoi compiti di redistributore della ricchezza, di garante per l’acceso alla formazione , di mezzo per la lotta all’esclusione e alla precarietà. Per questo che ci opponiamo a misure come gli sgravi fiscali che svuotano le casse dello stato, qui come a Berna. Alla quale in un momento così difficile, a seguito delle politiche fis

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