Cerca e trova immobili
Antonia Boschetti
Stiglitz, Piketty e… la Riforma fiscale
Redazione
2 anni fa
Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.

Il 9 giugno voteremo la Riforma fiscale la quale prevede di raggiungere il pareggio di bilancio entro fine 2025 mediante contenimento della spesa pubblica da una parte, e sgravi per i redditi più elevati dall’altra. Favorire chi ha un reddito imponibile di 300’000 frs almeno, è una manovra basata sulla teoria del gocciolamento della ricchezza dall’alto verso il basso (trickle-down economics) secondo la quale sgravi fiscali su redditi alti stimolerebbero l’economia grazie a successivi investimenti da parte della fascia più ricca della società. Questa teoria ha giustificato (sta giustificando) decenni di riforme fiscali neoliberiste che vedono lo Stato sempre meno presente nei suoi compiti di redistribuzione della ricchezza e di investimenti per servizi pubblici e beni comuni. Il premio Nobel J.E. Stiglitz, oltre ad aver osservato come il modello neoliberista, lungi dall’essere di stimolo, sia alla base delle disuguaglianze della distribuzione del reddito e della ricchezza, ha descritto l’esistenza di una causazione circolare tra disuguaglianza e stagnazione economica, dove la prima anticipa la seconda. Osservando l’influenza negativa che un crescente divario tra agiati e meno agiati esercita sull’economia, T. Piketty, ne “Il capitale nel XXI secolo” (2013), prosegue l’analisi di Stieglitz segnalando che, al contrario di quanto profetizzato dalla trickle-down economics, politiche fiscali redistributive e di spesa pubblica favoriscono la ripresa dell’economia, della classe media e della coesione sociale. Il prossimo 9 giugno urge votare con la consapevolezza che regali fiscali ai più fortunati non agiscono favorevolmente sull’economia ticinese e che, laddove si acuiscono differenze reddituali e di ricchezza, crescono pure ingiustizie e malcontenti.

Antonia Boschetti, US-I Verdi, Chiasso

I tag di questo articolo