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Stéphane Gianinazzi - Lugano tra Zurigo e Milano
Redazione
13 anni fa

Fino a metà del XIX secolo Lugano era il mercato di una regione rurale e il luogo dove si effettuavano le transazioni con l’Italia. Per quanto riguarda il settore industriale possedeva solamente qualche industria di lavorazione di prodotti agricoli per il mercato locale. A partire dalla fine del 1800 Lugano si afferma quale centro turistico di grande rinomanza, ciò sicuramente grazie alla bellezza del paesaggio e il clima mite ma anche alla presenza dell’asse ferroviario del Gottardo, con la sua facilitazione di trasporto dei turisti che si recavano sulle rive del Ceresio. Lo sviluppo turistico continua anche durante il XX secolo, qui sostenuto dall’estensione della motorizzazione privata e a partire dagli inizi degli anni 80 anche dalla costruzione dell’autostrada A2. Parallelamente, alla fine degli anni 50, con le facilitazioni introdotte nei movimenti internazionali di capitale e il segreto bancario, Lugano si sviluppa come centro finanziario di importanza internazionale. I settori dei servizi finanziari, dei servizi alle imprese e il turismo sono tutt’ora i motori dello sviluppo della città, la sua regione e il Cantone. La crescita però non è stata omogenea dal punto di vista geografico. L’espansione demografica delle ultime decadi è avvenuta principalmente nelle zone periferiche dove vi è più spazio per case con più appartamenti e residenze unifamiliari. Se la crescita finanziaria è avvenuta essenzialmente nel centro cittadino le attività industriali, di edilizia e commerciali si sono invece sviluppate a Lugano Sud (Pian Scairolo) e Nord (Valle del Vedeggio). Secondo questa distribuzione della popolazione e delle attività economiche risultano evidenti il motivo e necessità del progetto di aggregazione in atto già da diversi anni. Non si può infatti pensare ad una gestione oculata delle attività vitali per la città senza avere una visione d’insieme: da cui la necessità del progetto di aggregazione. La Nuova Lugano ha fin’ora coinvolto la distribuzione di una buona parte della popolazione e grazie all’espansione in Valcolla permetterà di riunificare una buona parte della cittadinanza e dei territori verdi. Come evidenziato da due studi (“Lo sviluppo della regione urbana del Luganese” di A. Rossi e “La nuova Lugano”, Accademia di Architettura, USI Mendrisio) per creare una stategia di sviluppo della città a lungo termine è essenziale diminuire la frammentazione della mappa comunale e pensare a un ulteriore espansione della Nuova Lugano verso Sud e Nord, o almeno migliorare la collaborazione con questi due parti della Regione di Lugano per riunire le attività commerciali e industriali. Per pensare concretamente alla Lugano di domani occorre inoltre ricordare che gli stimoli per la crescita non provengono solamente dalle altre regioni del Cantone ma derivano soprattutto dalle altre regioni della Svizzera e dal’Italia. Questo elemento è decisivo per lo sviluppo durante il XX secoloe lo sarà anche in futuro, ciò perchè l’espansione di Lugano si basa sull’esportazione di servizi finanaziari, alle imprese e turistici. Si può pensare a Lugano come un gateway, una porta o un centro di transito di informazioni, di capitali, di servizi e persone tra il Nord e il Sud. Guardando verso il Nord, Alp Transit permetterà a Lugano di diventare una sorta di appendice a sud di Zurigo o dell’arco Lemanico nel suo insieme. In tal senso le già esistenti collaborazioni con il Politecnico Federale di Zurigo per il Centro svizzero di calcolo scientifico a Cornaredo e la collaborazione del Cardiocentro Ticino e dell’USI con l’Università e Ospedale universitario di Zurigo nell’ambito della Master Medical School sono due esempi di interazione con la regione del Lemano e forse solo un preludio ad altri. Il traforo di Alp Transit permetterà di ridurre notevolmente i tragitti tra Lugano e Zurigo aprendo perciò nuove opportunità di interazione tra queste regioni. Verso Sud vi è da considerare l’importanza degli interessi di Lugano con la reg

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