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Stefano Imelli: Ferrovia 2030, risposte deludenti di Leuenberger
Redazione
16 anni fa

Il nostro movimento giovanile ha ricevuto negli scorsi giorni la risposta dell’Ufficio federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni in merito alla presa di posizione critica di Generazione Giovani dopo la messa in consultazione del progetto Ferrovia 2030. Se da un lato vi è soddisfazione per la serietà con la quale il Consigliere federale Leuenberger abbia ricevuto le nostre osservazioni e le abbia trasmesse all’Ufficio federale dei trasporti per una loro presa in considerazione nella futura consultazione, Generazione Giovani non può nascondere una qual certa delusione. In particolare sono i seguenti punti che non si possono accettare: • è grave che i progetti di prolungamento dopo Lugano dell'AlpTransit siano "messi in consultazione" (pt.1 della risposta). Essi devono essere i pilastri su cui poggia la nuova trasversale alpina e non un aggiunta da mettere in discussione e valutare nel 2011. • Con soddisfazioni si accoglie il potenziamento del traffico passeggeri a lunga percorrenza e di quello regionale (pt. 2 della risposta), ma la preoccupazione di GG nella sua presa di posizione era soprattutto quella del traffico merci e dei contraccolpi negativi su AlpTransit se essa dovesse rimanere incompleta: si creerebbe un imbuto a Lugano, con la conseguente perdita d'attrattività rispetto ad altri trafori. • Si sottolineano inoltre i disagi per alcune regioni del Ticino: ad esempio se non dovesse realizzarsi la circonvallazione di Bellinzona, tutta la regione dovrebbe subire l’inquinamento fonico di treni in uscita a velocità elevatissime dalla galleria di base, per poi trovarsi costretti a frenare bruscamente per rientrare sulla vecchia linea del Gottardo ed in “centro città”. I disagi subiti in questi ultimi decenni per la presenza di cantieri, e lo stravolgimento spesso negativo del nostro territorio, non avrebbero nessun compenso positivo in futuro! • È soprattutto grave la considerazione (pt.3) per la quale Ferrovia 2030 non è stata concepita per aumentare la capacità dell'asse Nord-Sud, incrementando il trasferimento dalla strada alla ferrovia delle merci su questa tratta, ma solo per adeguarsi alle norme internazionali. La NEAT e qualsiasi progetto ferroviario svizzero Nord-Sud deve poggiare sul principio di rendere più attrattiva la ferrovia rispetto alla strada, anche attraverso l'aumento della capacità di transito! Una delle grandi critiche degli autotrasportatori al trasferimento è proprio quella della lentezza con cui possono partire i convogli (spesso di notte, per evitare il traffico passeggeri). Ci vuole celerità ed efficienza per organizzare in futuro un indispensabile e rapido sistema di carico e scarico dei camion in transito dalla Svizzera (tratta Basilea-Chiasso), già a partire dalla Pianura padana, e questo può passare solo attraverso l'aumento della capacità della linea del Gottardo e il suo prolungamento dopo Lugano. Se cadono queste premesse, AlpTransit si rileverà inefficace ed i miliardi spesi una semplice misura d'adeguamento ai vincoli internazionali, ciò che dimostrerebbe una totale assenza di progettualità nei trasporti nel nostro Paese! • L'integrazione internazionale della nostra rete ferroviaria al resto dell'Europa pare essere portata in secondo piano tralasciando l'importanza di coinvolgere l'Unione Europea ed in particolare la vicina penisola affinché ci sia una reale intenzione di condividere gli obbiettivi di mobilità. E, naturalmente, ciò può essere fatto unicamente rafforzando la collaborazione transfrontaliera nel contesto insubrico, cosa che fino ad ora - in base alle nostre informazioni - non è stato fatto in maniera sistematica ed in un'ottica globale. Stefano Imelli, per l’Ufficio esecutivo del MGPPD

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