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Stefano Imelli: "Aumenti dei premi: nessuna soluzione in vista"
Redazione
17 anni fa
Stefano Imelli

Generazione Giovani, il Movimento giovanile del PPD, ha accolto con viva preoccupazione gli aumenti delle casse malattie previste per il prossimo anno, ciò che graverà in maniera pesante sui contribuenti, in un periodo già contraddistinto da una grave crisi economica. Generazione Giovani non vede all’orizzonte nessuna seria riflessione ed alcuna azione efficace volta a frenare il vertiginoso aumento dei costi della salute registrato in questi ultimi anni; individua inoltre in alcune scelte di politica sanitaria a livello federale delle errate misure, che vanno a penalizzare soprattutto i giovani. In particolare, si fa riferimento alla scelta del Consiglio federale di ridurre lo sconto accordato sulle franchigie alte, da 500.- franchi in poi, misura questa che porterà all’aumento dei premi, quantificato in alcune centinaia di franchi per assicurato, a dipendenza della franchigia. La decisione va a toccare le fasce giovani della popolazione, che abitualmente optano per delle franchigie alte, ciò che permette loro di risparmiare una discreta cifra sul premio mensile della LAMAL; risparmio dettato spesso dalle limitate possibilità finanziare che un giovane possiede durante i primi anni lavorativi, segnati da salari ridotti. Questo non vuol assolutamente mettere in dubbio la questione della solidarietà tra le classi d’età del nostro Paese, tuttavia non si può gravare in maniera così pesante su chi sta preparando il futuro della nostra società, è una questione di equilibrio. La decisione non va, a maggior ragione, nella direzione di responsabilizzare l’assicurato nel ricorso al medico solo in caso di reale necessità: una franchigia alta è una misura dissuasiva – più ragionevole della già discussa tassa di 30 CHF a visita- che autodisciplina le persone nell’utilizzo delle strutture sanitarie, e che concede loro nel contempo una reale contropartita finanziaria. Caduto questo beneficio economico, la franchigia alta diventa meno attrattiva e vien meno anche questa misura che contribuisce a contenere i costi della salute. Generazione Giovani non condivide e stigmatizza inoltre il “gioco dello scaricabarile” che ogni anno vien messo in scena alla pubblicazione dei rincari dei premi. Nessuno si vuol assumere la responsabilità di coordinare la gestione della spesa sanitaria, che appare oggi fuori controllo, proponendo riforme strutturali di base che possano risolvere la problematica. Generazione Giovani ritiene sia giunta l’ora che lo Stato si chini seriamente su questa problematica, coinvolgendo tutte le parti coinvolte nella vita sanitaria svizzera, cercando con essi una soluzione condivisa e a lungo termine, nella quale ognuno sia pronto a fare la propria parte. È questa una scelta obbligata, in caso contrario nei prossimi anni saranno ben pochi coloro che potranno permettersi di pagare i premi delle casse malattia e lo Stato sarà costretto a finanziare tramite sussidi a pioggia buona parte dei contribuenti, deresponsabilizzando il cittadino dal suo compito civico di un uso coscienzioso di un servizio prezioso, ma nel contempo costoso. Stefano Imelli, segretario cantonale dell’Ufficio esecutivo di Generazione Giovani

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