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Stefano Fraschina - Un SÌ alla faccia delle minacce-UE!
Redazione
13 anni fa

Stop all'immigrazione di massa? Un SÌ alla faccia delle minacce-UE!

L’immigrazione va gestita e non vietata. Basta accettare silenti i diktat targati UE!

Un sentimento di rabbia e sdegno, ma non certo d’incredulità! Questi sono stati i miei sentimenti all’indomani delle gravi, inaccettabili ed arroganti dichiarazioni della vicepresidente dell’Unione Europea, Viviane Reding. Frasi minacciose, scandite dai vertici di un’entità che definire fallimentare è un eufemismo. Il testo dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa, sintetizza in modo centrale e sovrano, una gestione autonoma della tematica in oggetto. Una gestione decisamente lontana dai ricattatori diktat provenienti dai fallimentari vertici dell’Euro-Parlamento. Dai permessi di breve durata, al frontalierato, alla gestione dei fenomeni migratori. Tutto verrebbe finalmente gestito, in base alle reali esigenze dell’economia e del mercato del lavoro di casa nostra. Esattamente l’opposto di quello che accade oggi, grazie ad una politica estera fallimentare e deficitaria. Una politica estera ed un Consiglio Federale che già si sono permessi di imporci i devastanti accordi bilaterali conditi dalla libera circolazione delle persone, con tutte le conseguenze del caso sul mercato del lavoro indigeno e non solo. Sentirsi poi ripetere, quasi come un “mantra di stampo bernese”, i soliti concetti che difendono ciecamente simili assurde sottoscrizioni, quando è evidente a tutti che la criminalità d’importazione, la delinquenza, l’efficacia di frontiere ridotte ad un colabrodo, dalle quali entrano ed escono i trafficanti, le bande – Rom che fanno puntualmente razzia nelle case e negli appartamenti delle nostre famiglie, i padroncini che giorno dopo giorno impoveriscono le nostre imprese ed il nostro mercato del lavoro, e chi più ne ha più ne metta, lascia davvero solo ed unicamente l’amaro in bocca. Il prossimo 9 febbraio abbiamo la possibilità di lanciare un segnale forte e deciso in merito alla sovranità elvetica, una sovranità (complice un Consiglio Federale sempre più privo di valide argomentazioni, davanti alle continue imposizioni targate UE), sempre più debole ed impoverita. Un segnale in merito alle rivendicazioni ed alle preoccupazioni mai ascoltate e spesso derise dalla Berna Federale, del Canton Ticino. Un Cantone colpito pesantemente a tutto campo da trattati ed accordi che stanno mettendo giorno dopo giorno in condizioni più che precarie la forza lavoro indigena! La Lega dei Ticinesi, sin dal 1992 (votazione sullo Spazio Economico Europeo) cavalca e denuncia concetti e timori, che puntualmente si sono tristemente verificati. La sensazione più imbarazzante è che, errare è umano, ma perseverare è diabolico… Beh, non c’è che dire; il Consiglio Federale persevera!!!

Non ci resta che votare un SI convinto e compatto ad un’iniziativa che, mette per l’ennesima volta a nudo la puerile e fallimentare politica estera del Consiglio Federale, cocciutamente sorda davanti alle puntuali e preoccupate denunce e rivendicazioni ticinesi. Un’occasione da cogliere, per un cambiamento di rotta ormai atteso da troppi anni. Auspicando che in seguito, a partire dai commenti in merito ai risultati della votazione in oggetto, al contrario della prima stigmatizzante uscita da Presidente della Confederazione, il Signor Burkhalter ed i suoi colleghi Consiglieri Federali, si ricordino che in Svizzera si parla pure l’italiano….

Stefano Fraschina

Deputato in Gran Consiglio – Lega dei Ticinesi

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