
Mettiamo subito il campanile al centro del villaggio! In Commissione Petizioni e Ricorsi il gruppo della Lega dei Ticinesi, ormai da tempo, non approva e non firma i rapporti inerenti le pratiche di naturalizzazione. Una mozione, ovviamente e strenuamente combattuta quasi da tutti gli altri commissari, inoltrata dal sottoscritto, chiedeva un deciso giro di vite al controllo delle richieste. Troppo spesso qualsiasi atto parlamentare che ha quale scopo un ormai più che auspicabile e comprensibile inasprimento di tale procedura viene boicottato, combattuto e di conseguenza bocciato e rimandato al mittente da praticamente tutte le forze politiche, salvo evidentemente la Lega dei Ticinesi! La morsa del diritto federale, cantonale e comunale in merito alle procedure di controllo in questo senso purtroppo non lascia grandi margini di manovra, resta il fatto che questo modo di procedere lo riteniamo inaccettabile ed improponibile! Spulciando i vari dossier risultano spesso inspiegabili leggerezze e lacune soprattutto a livello di controllo formale già a livello comunale che rendono a dir poco riduttivo ed inconcludente il nostro operato. Noi restiamo dell’opinione che il rilascio della cittadinanza elvetica, soprattutto se consideriamo i fatti di cronaca che sempre più regolarmente si registrano alle nostre latitudini, sia un’operazione che debba sottostare a dettagliate e scrupolose verifiche inerenti le generalità ed i precedenti del richiedente! Non è ammissibile che al vaglio della nostra Commissione giungano dossier che danno il via libera alla pratica anche se (solo per fare un esempio) il candidato, per qualsiasi inconcepibile motivazione, non superi o addirittura non venga sottoposto al formale esame sulle conoscenze civiche, civili e storiche elvetiche! Addirittura, prossimamente, al vaglio del Parlamento ticinese verrà sottoposta un’iniziativa che chiede di voler dare facoltà ai Comuni di concedere il diritto di voto ai cittadini stranieri (naturalmente già bocciata in una simile forma pochi anni fa…). Inutile sottolineare che tale inopinata proposta non giunga certo dai tavoli della Lega dei Ticinesi… Non sono certamente questi i problemi che attanagliano i ticinesi, i nostri giovani che non trovano uno straccio di posto di lavoro e constatano giornalmente l’entrata e l’uscita di 55'000 frontalieri, le nostre imprese che si scontrano regolarmente con sempre più padroncini d’oltre confine, che se facessimo bene i conti (una volta tanto…), quantificheremmo e tradurremmo in franchi svizzeri le ore di lavoro eseguite su territorio ticinese, ci sarebbe da arrossire dalla vergogna, proprio nei confronti delle reali e giornaliere esigenze del Canton Ticino e dei ticinesi!!! Il Canton Ticino è diventato “terra di conquista”! La criminalità e la micro-criminalità d’oltre confine la fanno da padrone, i furti nelle abitazioni, le liti e le aggressioni con le più svariate armi da taglio, sono all’ordine del giorno. In un simile panorama, naturalmente da sinistra, ci propinano ulteriori “segnali d’apertura” e perché no, il diritto di voto agli stranieri! La Lega dei Ticinesi chiede invece finalmente segnali forti e decisi a tutti i livelli, dalla Confederazione (mera utopia), al Consiglio di Stato mediante sistematici, specifici ed accurati controlli alle frontiere, fino ai Comuni! Il rilascio del passaporto svizzero e di conseguenza un accettabile processo d’integrazione dovrebbe essere “filtrato” in modo decisamente più accurato e scrupoloso. Questo, secondo il nostro parere, è quanto auspicano i ticinesi, confrontati quasi giornalmente con fatti di cronaca dei quali farebbero volentieri a meno… Tutto questo per chiarire che il gruppo leghista procederà regolarmente e puntualmente (nel limite delle nostre possibilità) alla presentazione di rapporti di minoranza in tutti quei casi ove, anche per motivazioni che ai rappresentanti dei “partiti delle naturalizzazioni facili”, possono sembrare futili, lo riterremo opportuno. Un gir
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