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Stefano Fraschina - Semisvincolo: impariamo dal passato…
Redazione
14 anni fa

Nel 1995 sono iniziati i lavori per creare un collegamento veloce tra Locarno e l'A2 (A2-A13). La prima variante proposta allora era molto invasiva del Piano di Magadino e si chiamava variante 95. L'opposizione alla variante 95 al momento della prima consultazione sulla scheda di Piano Direttore che dava le basi pianificatorie al collegamento veloce A2-A13 fu forte per cui si intavolarono delle trattative tra le parti interessate con valutazioni tecniche dei vari possibili tracciati alternativi realizzabili. Ad un certo punto dei lavori, nel 1998 si giunse ad un sorprendente accordo tra tutte le parti (ambienti ecologici, agricoli, dell’economia e del padronato) approvando la variante 98 che scorreva ai margini del Piano di Magadino accanto al tracciato ferroviario. Il comune di Magadino, per un interesse locale, raccolse le firme contro la variante 98 e a favore della 95. Il Consiglio di Stato seguì questa reazione locale. Berna nel 2005 approvò la scheda di Piano Direttore che includeva questi tracciati stradali. Il Gran Consiglio approvò il credito di progettazione per la 95 contro il quale fu lanciato un referendum. La votazione popolare avvenne nel 2007. In contrapposizione alla 95 spuntò una nuova variante mai studiata detta panoramica. Questa variante sembrava uno specchio per allodole volto ad affossare qualsiasi possibilità di collegamento per parecchi decenni in quanto si sarebbe dovuto iniziare da capo con una nuova pianificazione che prende tempi molto lunghi. Se si fosse voluto veramente un collegamento veloce in tempi accettabili si sarebbe potuto riproporre la 98 rispettosa della scheda di Piano direttore, approvata da Berna e da tutte le associazioni. La 95 giustamente venne affossata e assieme alla 95 crollò però tutto l'interessante progetto urbanistico che si sarebbe potuto realizzare, drenando una grossa fetta del traffico esistente sul nuovo collegamento veloce. Gli attuali sedimi stradali sulle due sponde del Piano al posto di essere la sede di lunghe e durature colonne, sarebbero dovuti diventare luogo privilegiato per la mobilità lenta e pubblica (pedoni, biciclette e bus) potendo contenere e limitare fortemente quella motorizzata deviata sul nuovo collegamento. Venne poi più tardi confermato dai dati tecnici che la variante panoramica non era un tracciato che serviva a risolvere i problemi viari del Piano di Magadino, come ribadito recentemente anche dal Direttore del dipartimento Marco Borradori. Oggi ci accorgiamo, seguendo con la coda dell'occhio il referendum in corso contro lo semisvincolo di Bellinzona, che potrebbe accadere qualcosa di simile. Infatti nel referendum del 2007 tutti i comuni toccati sostennero la necessità del collegamento veloce e il resto del Ticino distante dalla realtà, abbagliato dalla panoramica o interessato ad avere i mezzi finanziari per altri progetti lo bocciò. Un po' come è accaduto anche per la votazione delle residenze secondarie a livello federale con tutti i cantoni turistici alpini contrari. È difficile stabilire la bontà degli interventi che ambienti ecologisti contrappongono alle soluzioni studiate lungamente e approvate nei vari gremi politici e tecnici. Sembra che si oppongano ad ogni progetto di progresso sostenibile quasi più per la paura che il progetto si dimostri valido che per le alternative irrealizzabili che perseguono. Il Ticino non potrà risolvere il problema della abitazione diffusa al quale si collega quello della mobilità motorizzata, in quanto in modo evidente è un problema strutturale. Di conseguenza la mobilità motorizzata continuerà ad esistere e potrà essere gestita intelligentemente ed a prezzi accettabili solo coordinandola con gli altri tipi di mobilità quali quella pubblica e quella lenta. Questo è il principio con cui ogni progetto di sviluppo sostenibile oggi deve confrontarsi, che sia il collegamento veloce del Locarnese A2-A13 o lo semisvincolo di Bellinzona. Se vogliamo lasciare le attuali trafficate s

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