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Stefano Fraschina - Ridimensionare l'Amministrazione cantonale
Redazione
13 anni fa

M o z i o n e - Amministrazione Cantonale: misure urgenti e di prospettiva. Un ridimensionamento basato su compiti, competenze e valorizzazione delle risorse.

Il difficile momento socio-economico che tutti noi stiamo vivendo impone inevitabilmente scelte ed approfondimenti in merito alle risorse dell’Amministrazione dello Stato, che, a nostro malgrado, mai sono state purtroppo nemmeno prese in considerazione. Sono stati presentati preventivi a dir poco discutibili, misure di contenimento della spesa, road-map e chi più ne ha più ne metta. Tutte misure che, responsabilmente e con obiettività politica, vanno rispettate e valorizzate. Non è certo stato un compito facile, cercare di trovare un accettabile consenso per portare in porto tali accorgimenti.

Indubbiamente un segnale importante, per certi versi epocale, un’impronta che resterà impressa nella storia del nostro Cantone. Ci stiamo confrontando a nostro malgrado, con una crisi socio-economica a livello continentale, e questo va seriamente tenuto in considerazione. I segnali (soprattutto a livello di mercato del lavoro e mercati finanziari) che giungono dall’esterno non sono certamente incoraggianti.

A mio modo di vedere, è finalmente giunto il momento di rivedere ed aggiornare i compiti dello Stato e dell’Amministrazione Cantonale. Una misura tanto discussa quanto mai realmente messa in pratica. Abbiamo certamente la possibilità e le competenze per rivedere una struttura che, a mio modo di vedere, non risponde più alle esigenze ed alle sollecitazioni della realtà socio-economica dei tempi moderni. I compiti dello Stato non vanno certamente ne sottovalutati e nemmeno sminuiti. Ma, in una delicata situazione come quella attuale, il minimo che si possa pretendere, è un’ immediata e mirata presa a carico del Governo della tematica in oggetto. Una presa a carico a 360°. Stato e Amministrazione Cantonale vanno certamente rivalutati e snelliti, senza per forza di cose rinunciare alla qualità dei servizi offerti alla popolazione. Ogni Dipartimento dovrà essere “vivisezionato”, elaborando un piano a medio-lungo termine (tenendo in considerazione le risorse attualmente a disposizione) che permetta un lineare snellimento della struttura.

Impossibile? Certamente no, una misura (preventivi e consuntivi alla mano) mai realmente presa in considerazione. Se invece di creare puntualmente nuovi funzionari cantonali (con tutto il rispetto per il lavoro svolto da queste persone), ci si impegnasse una volta per tutte ad una seria e dettagliata revisione dei compiti dello Stato e dell’Amministrazione Cantonale, ponendosi l’obiettivo, ad oggi assolutamente imprescindibile, di raggiungere e conseguire importanti e significativi risparmi in prospettiva futura, potremmo veramente credere che le misure appena votate in sede di Gran Consiglio, non saranno fini a se stesse!

In considerazione di quanto esposto, chiedo al Lodevole Consiglio di Stato:

1) Elaborare (anche mediante una società esterna) un dettagliato studio inerente i compiti di ogni singolo Dipartimento, considerando le attuali risorse umane a disposizione. Tenendo in considerazione un progressivo e graduale snellimento delle unità. Un esercizio che se attuato attentamente, non comporterebbe automaticamente un peggioramento ed un impoverimento dei servizi offerti.

2) Elaborare un piano a medio- lungo termine che non preveda la sostituzione dei collaboratori che termineranno la carriera lavorativa. Nello stesso tempo, prendere in considerazione, dopo tutte le accurate analisi del caso, un pacchetto di proposte di prepensionamento attuabili e sostenibili.

3) Valutare la possibilità di esternalizzare alcuni servizi ad oggi sulle spalle dell’Amministrazione Cantonale. Un’operazione che inevitabilmente dovrà tenere in seria considerazione, la qualità del servizio offerto e la salvaguardia e la tutela dei collaboratori coinvolti.

Stefano Fraschina

Deputato in Gran Consiglio – Lega dei Ticinesi

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