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Stefano Fraschina: Regolamento-fotocopia, abbiamo perso un altro anno
Redazione
15 anni fa

In data 13 luglio 2011 il Consiglio di Stato ha emanato le disposizioni inerenti la stagione venatoria 2011 e, a suo modo di vedere, ha “risposto” alla petizione “per un’attività venatoria più etica ed efficace” che, forte delle oltre 2'500 firme raccolte chiedeva radicali modifiche sulle modalità di prelievo degli ungulati nel Canton Ticino, stigmatizzando in particolare la caccia tardo autunnale al cervo e la continua e più volte da parecchi anni ormai contestata (… dalla base dei cacciatori ticinesi…) pressione sugli anzelli del camoscio. Ancora una volta ha prevalso il sordo modo di operare dei vertici dell’Ufficio Cantonale della caccia e della Pesca. Il regolamento d’applicazione emanato, fatta eccezione per l’apertura parziale del cervo fusone con corna non superiori all’altezza delle orecchie ed un paio di giorni in più riguardo alla cattura delle femmine allattanti ed ai cerbiatti dell’anno, risulta in pratica essere la fotocopia di quello precedente. Le nostre richieste inerenti la riduzione del 30% delle bandite cantonali, una semplificazione delle modalità di prelievo in modo tale da aumentare il numero di cervi catturati durante la caccia alta (tenendo di conseguenza in considerazione un prolungamento dell’attività venatoria fino al 30 di settembre), una revisione globale delle modalità di prelievo del camoscio, dando la possibilità al cacciatore di catturare il maschio adulto senza gli attuali vincoli e tenendo in considerazione una maggior protezione delle classi più giovani (anzelli), sono state massicciamente respinte o comunque non tenute in considerazione. Da parte nostra stigmatizzando il modo di operare dei vertici dell’Ufficio Cantonale della Caccia e della Pesca, i quali per l’ennesima volta, hanno dimostrato ben poca considerazione nei confronti delle proposte sottoscritte dalla base del mondo venatorio ticinese. Ci chiediamo di conseguenza se vi siano ancora le basi per credere in una costruttiva collaborazione con i vertici attuali dell’Ufficio Cantonale della Caccia e della Pesca. La nostra intenzione, sin dall’inizio, è stata quella di portare avanti le perennemente soffocate proposte della base dei cacciatori ticinesi e dare il nostro contributo alla causa venatoria cantonale. In considerazione del regolamento scaturito, delle poco incoraggianti risposte alla nostra petizione ricevute dal Consiglio di Stato, e dalla consapevolezza che all’interno della famiglia dei cacciatori ticinesi c’è voglia di voltare finalmente pagina, informiamo tutti i cacciatori che ci hanno sostenuto e che credono fermamente sia possibile rivendicare un’attività venatoria radicalmente diversa da quella attuale, che sarebbe nostra intenzione organizzare una tavola rotonda durante la quale con il contributo ed il coinvolgimento di tutti potranno essere gettate le basi e le modalità d’azione per poter raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi. Mai come in questo momento crediamo che l’importante sia la compattezza di chi vuole dimostrare con passione e competenza che si può finalmente voltare pagina. Tutti i cacciatori interessati sono pregati di contattarci confermando la propria disponibilità. Stefano Fraschina, Comitato per un’attività venatoria più etica ed efficace

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