
Forse, dopo averne silentemente sentite un po’ di tutti i colori, è giunta l’ora di parlarci e vederci un po’ chiaro! Chi ha intenzione di denigrare gratuitamente la raccolta di firme denominata “per un’attività venatoria più etica ed efficace”, fra le altre cose sostenuta oltre le piu`rosee aspettative praticamente da ogni regione del Cantone Ticino, cerchi almeno di non mischiare le carte in tavola! Un minimo di correttezza e di coerenza non guasterebbe di certo! In primo luogo, e non ci stancheremo mai di ripeterlo, mai e poi mai abbiamo pensato di agire screditando o sminuendo l’operato dei vertici federativi. Questo non vuol dire che, dopo anni e anni di infruttuose proposte e pressioni nei confronti dell’ufficio Cantonale della Caccia e della Pesca, non si possa pensare di prendere di petto la gestione degli ungulati nel nostro Cantone ed in un modo decisamente più “a sensazione”, cercare di far passare finalmente il messaggio che, selezionare e monitorare è più che legittimo, ma perseverare con una modalità di prelievo che non tiene assolutamente conto dei basilari principi di un’etica venatoria rispettosa, efficace e lungimirante, a medio – lungo termine risulterà decisamente dannoso e pericoloso. Il testo che presenta la raccolta delle firme, non ci risulta sia stato scritto né in arabo, né in cinese… Sono stati toccati i punti che secondo il nostro parere vanno radicalmente modificati mediante le apposite correzioni da inserire nel regolamento d’applicazione sulla caccia. Si parte da una critica più che giustificata (… non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…) alla distruttiva caccia tardo autunnale al cervo (i dati, solo per fare un esempio, inerenti le catture nel distretto di Blenio, se paragonati alle aspettative del piano d’abbattimento cantonale dovrebbero far seriamente riflettere…), si auspica una semplificazione del regolamento d’applicazione durante il mese di settembre, una modifica della gestione delle bandite (unicamente per quel che riguarda il cervo), e finalmente una protezione più marcata riguardo alle classi giovani del camoscio. Per carità tutto è migliorabile, perfettibile e discutibile, è appunto per questo che siamo scesi in campo! Le proposte portate avanti dai cacciatori ticinesi in questa direzione, grazie ai vertici dell’Ufficio Cantonale della Caccia e della Pesca, hanno perennemente fatto una magra figura. Il malcontento c’è e nessuno lo può negare, noi ci impegneremo a fondo in tutti gli ambiti per far si che l’attività venatoria nel Canton Ticino possa essere radicalmente modificata e migliorata. Se è stato facile etichettarci di demagogia e scarsa propensione ed attenzione ad una gestione scientifica delle popolazioni degli ungulati, noi rispondiamo che queste modalità di prelievo a medio – lungo termine ci danneggiano, e sia ben chiara una cosa, non staremo di certo fermi e silenti davanti ad un immobilismo che ormai (e non certo per colpe dell’ambiente venatorio) ha fatto il suo tempo! Abbiamo lasciato in coda il punto più dolente e triste… Proprio perché il testo della nostra iniziativa è scritto in buon italiano, chi ha intenzione di “usarlo” per far passare messaggi inveritieri e privi di ogni logica e fondamento è gentilmente invitato ad occuparsi di altre tematiche… Tradotto: “Gli Amici del Camoscio o presunti tali” restino tranquilli al loro posto, in quanto nessuno li ha mai ne presi in considerazione e men che meno contattati! Noi a differenza loro amiamo l’attività venatoria e lavoriamo per il suo futuro, di conseguenza, qualsiasi presa di posizione o iniziativa che possa mettere a repentaglio il futuro della caccia nel nostro Cantone, riceverà le meritate risposte a tempo debito! Cogliamo l’occasione per ringraziare sentitamente tutte quelle persone che ci hanno sostenuto o che lo faranno sicuramente nel prossimo futuro nella nostra iniziativa! Stefano Fraschina, Consigliere Comunale Lega dei Ticinesi, LuganoMalquarti Massimo, Consiglier
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