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Stefano Fraschina - Lugano: tra scelte responsabili ed utopia
Redazione
13 anni fa

La strada intrapresa del Municipio è in parte condivisibile, ma gli indotti che dovrebbero derivare dal LAC sono mera utopia… se si vuole uscire dal tunnel, c’è da meditare…

Lugano tra scelte di responsabilità politica e domande quasi forzatamente prive di risposte. Non certamente una situazione accomodante, resta il fatto che, nel bel mezzo del quasi inevitabile tiro al piccione nei confronti della nuova compagine municipale (anche se le bordate provenienti puntualmente dai partiti storici, cozzano fragorosamente con scelte politicamente impresentabili ed investimenti fuori dalla nostra reale portata, conseguiti per anni, proprio dai loro esponenti di spicco), sarebbe auspicabile una volta per tutte, un decoroso segnale da parte di tutti! Un segnale che vada finalmente a favore dell’incerto futuro della Città di Lugano e della cittadinanza.

L’aumento del moltiplicatore d’imposta, entro determinati limiti, può anche essere sopportato e condiviso, altre scelte, sotto un certo punto di vista impopolari, saranno forzatamente necessarie. Resto comunque dell’opinione che, tale manovra poteva e doveva essere presentata con qualche significativo accorgimento.

Alla fine della legislatura, avrò trascorso otto anni da Consigliere Comunale. In questo periodo, molti, troppi, sono stati i messaggi evasi frettolosamente, in maniera assolutamente poco condivisa. Messaggi, investimenti e scelte che, a nostro malgrado, hanno contribuito a rendere la situazione finanziaria della Città, come descritto in conferenza stampa dall’Esecutivo, deficitaria, al limite del fallimento… Frasi che dovrebbero far riflettere…

Purtroppo, ad oggi, si registra solo ed unicamente un’autolesionista litigiosità politica (la bocciatura durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale di un credito da fr. 1'591'456.- destinato all’acquisto di attrezzature di servizio aventi carattere di investimento, ne è l’ultima dimostrazione). Ora si pensa solo ed unicamente a sparare ad alzo zero sulla nuova compagine municipale, quando risultano lapalissiani gli errori e le scelte, tanto azzardate quanto fuori da ogni logico parametro finanziario (anche e soprattutto perché, in precedenza il piano finanziario sugli investimenti risultava un improponibile miraggio), che hanno portato a questa deficitaria situazione.

Molte, troppe, sono le questioni prive di risposte e giustificazioni, e continuare a sperare o illudersi (cosi facendo si illude pure la popolazione) che a medio - lungo termine giungeranno importanti indotti nelle casse cittadine dal panorama culturale, lascia davvero più che perlessi. Il LAC va terminato con la forza della disperazione, ai postumi l’ardua sentenza… Se inoltre rievochiamo il rifiuto inerente l’offerta giunta sui banchi del Municipio sul Casinò, ed un costoso e tutt’ora intasato Piano viario (6 milioni di franchi spesi unicamente in “semafori intelligenti”), credo si possa certamente concludere che, non è stata intrapresa una politica lungimirante con reali prospettive di crescita.

Ora, responsabilmente, abbiamo l’obbligo di traghettare la Città fuori da questa delicata situazione. Le scelte dolorose ed impopolari, a volte, possono pure risultare inevitabili, ma scaricare brutalmente sulle spalle dei luganesi, la manovra di risanamento, mi sembra quantomeno discutibile. Remando tutti nella stessa direzione, evitando la morbosa ricerca del colpevole dall’altra parte della barricata, si può realmente credere di raggiungere obiettivi importanti, conducendo una politica certamente al risparmio, ma allo stesso tempo attenta alle reali esigenze della popolazione, dei commerci e di tutto un agglomerato che ha sicuramente le carte in regola per risultare attrattivo e propositivo! Tutto questo, evidentemente, a patto che la politica degli sperperi a scatola chiusa, in progetti decisamente fuori da ogni ragionevole parametro sia definitivamente accantonata.

Stefano Fraschina

Consigliere Comunale

Lega dei Ticinesi - Lugano

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