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Stefano Fraschina: Cormorani, inevitabili gli interventi mirati
Redazione
16 anni fa

Sulla “problematica cormorani” si è espresso in data 28 settembre il Signor Armando Besomi, Presidente della Società Protezione Animali di Bellinzona, il quale si dichiara scettico su eventuali uccisioni di un determinato numero di esemplari. In primo luogo tengo a precisare che tale fenomeno si ripete puntualmente (quest’anno addirittura con un buon mese di anticipo) tutti gli anni, di conseguenza è innegabile che la fauna ittica del Lago Ceresio è sistematicamente sottoposta ad una pressione non indifferente. La cosa secondo il mio punto di vista va tenuta seriamente in considerazione. Se negli anni scorsi, pur monitorando (…senza risultati di rilievo…) la situazione si è deciso di non intervenire, non vuol dire che misure dissuasive a tutela dell’equilibrio e delle popolazioni delle varie speci presenti nel Ceresio, pensando soprattutto al “pesce pregiato”, non possano in un futuro prossimo venir prese in considerazione. Va da sé che le lamentele e le rimostranze dei pescatori sono più che giustificate, non mi sembra tollerabile che a causa del perdurare della presenza di questi uccelli ittiofaghi, venga messo a repentaglio l’equlibrio delle popolazioni della fauna ittica del Lago Ceresio. Ricordo inoltre al Signor Besomi, che nella vicina Italia, in merito alla medesima problematica, è previsto il prelievo del 15% della popolazione di cormorani. Considerando il fatto che il cormorano è un uccello migratore, è evidente a tutti che, con un habitat conforme alle sue esigenze e soprattutto in presenza di cibo in abbondanza, la problematica rischia (come del resto si sta verificando in questo periodo) di riproporsi anche negli anni a venire in tutta la sua complessità. Non dimentichiamoci che ogni cormorano si nutre giornalmente di circa mezzo chilo di pesce al giorno! Il calcolo del prelievo, tenuto conto che la popolazione di questi uccelli ittiofaghi è destinata ad aumentare in modo considerevole nei prossimi mesi, dovrebbe spingere le autorità competenti a prendere in seria considerazione misure urgenti a tutela della fauna ittica. Parliamoci chiaro, qui non si tratta di recarsi sulle rive del Ceresio a “sterminare” senza pudore i cormorani, che per altro meritano tutta la nostra considerazione e rispetto, si tratta invece di attuare misure selettive, come del resto accade per altre specie di animali selvatici, a tutela della fauna ittica e che possano evitare in futuro il susseguirsi di situazioni del genere che diverrebbero sempre più difficili da gestire. Quando il Signor Besomi afferma che ove l’uomo ha interferito nella natura ha combinato solo guai, non tiene in considerazione che spesso, anche se di principio si vorrebbe evitare, sono necessari ed inevitabili interventi che possano tutelare un intero ecosistema, patrimonio di tutti. Stefano Fraschina, consigliere comunale Lugano, Lega dei Ticinesi

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