
Certo, le priorità sono ben altre, mi diranno…. La solita stigmatizzante storia… Il fatto è che in questo Cantone, da ormai troppi anni, ci si “diverte” a far chiudere i battenti a manifestazioni da sempre riuscite alla grande, e di sicuro richiamo turistico. O per motivazioni meramente finanziarie oppure a causa di qualche schizzofrenico ed inopinato ricorso, si impongono insormontabili (per gli organizzatori) ed inconcepibili paletti che, portano inesorabilmente alla logica e triste fine di eventi di casa nostra a tutti gli effetti. A Lugano, anni fa ci si è privati del corteo della Vendemmia, e a meno di miracolosi e ad oggi improbabili ripensamenti, mai più verrà riproposto, ora a Bellinzona non si trova niente di meglio da fare che mettere il bastone fra le ruote alla “Bacchica”, una delle manifestazioni più sentite nel borgo e non solo! Qui non si tratta di essere anticamente tradizionalisti, si tratta di sottolineare il fatto che stiamo mandando a rotoli poco alla volta, un importantissimo frammento del messaggio turistico ticinese che, al contrario, dovremmo a tutti i costi sostenere e rinvigorire! Dal corteo della vendemmia alla manifestazione bellinzonese, passano un insieme di immagini, di fotografie, di tradizioni, di testimonianze del lavoro della nostra terra, dei nostri avi, tutti concetti che hanno sempre attirato un gran numero di persone. Il Canton Ticino grazie a tutto ciò, poteva andar fiero di vendere nel modo migliore la propria immagine più nostrana… Oggi, invece, si fa di tutto per annientare tutto ciò, e se mi è permesso, trovo questo modo di operare assurdo, ingiustificato e di una puerile e stigmatizzante politica a sostegno dell’immagine ticinese del nostro panorama turistico! Non ci vuole molto a capire che imporre limiti in merito alla durata della manifestazione oppure far tacere la musica entro un determinato orario coincide con lo snaturamento e di conseguenza l’affossamento di simili eventi! Per carità, con la delicata situazione socio-econimica in cui tutti quanti ci troviamo, con i nostri giovani che, grazie alle aperture ad oltranza del nostro Governo Federale, fanno sempre più fatica a trovare uno straccio di posto di lavoro, con la piazza finanziaria che scricchiola non poco, con quasi 60'000 frontalieri che quotidianamente entrano in territorio ticinese a lavorare, va da sé che le manifestazioni turistiche di casa nostra, per qualcuno possano passare in secondo o terzo piano…Resta il fatto che, con non poca nostalgia e delusione, quando apprendo che, non c’è più l’interesse per difendere i nostri valori e le nostre tradizioni, di certo non faccio i salti di gioia…. Stefano Fraschina Deputato in Gran Consiglio Lega dei Ticinesi
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