
Ancora una volta, per l’ennesima volta, i dati inerenti le catture registrate durante la caccia tardo autunnale, si commentano da soli. A bocce ferme, il piano d’abbattimento prevedeva le seguenti catture:
- Valle Leventina: 90 femmine adulte e 210 esemplari giovani (cerbiatti e femmine di 1.5 anni)
- Valle di Blenio: 45 femmine adulte e 100 esemplari giovani (cerbiatti e femmine di 1.5 anni)
- Riviera: 30 femmine adulte e 50 esemplari giovani (cerbiatti e femmine di 1.5 anni)
- Valle Leventina: 20 femmine e piccoli dell’anno di capriolo
- Valle di Blenio: 30 femmine e piccoli dell’anno di capriolo
- Riviera: 10 femmine e piccoli dell’anno di capriolo
Ecco in seguito i dati definitivi inerenti le catture durante la caccia tardo autunnale 2013:
- Valle Leventina: 62 femmine adulte e 65 esemplari giovani (-173)
- Valle di Blenio: 30 femmine adulte e 40 esemplari giovani (-75)
- Riviera: 14 femmine adulte e 18 esemplari giovani (-48)
- Valle Leventina: 12 femmine e piccoli dell’anno di capriolo (-8)
- Valle di Blenio: 3 femmine e piccoli dell’anno di capriolo (-27)
- Riviera: 2 femmine e piccoli dell’anno di capriolo (-8)
Riassumendo, il piano di abbattimento prevedeva (considerando Leventina, Blenio e Riviera) la cattura di 525 cervi e 60 caprioli. Dati alla mano, sono stati uccisi 229 cervi (-296 esemplari) e 17 caprioli (-43 esemplari)
Partiamo dal presupposto che il piano di abbattimento nasce soprattutto in base ai risultati dei censimenti primaverili ed in seguito, in base all’esito della caccia alta, l’UCP espone i propri irrealizzabili intendimenti. Annotare che nell’Alto Ticino, sono stati catturati ben 296 cervi in meno (durante la caccia tardo autunnale), rispetto alle previsioni di Giorgio Leoni & Co., in teoria, dovrebbe essere più che sufficiente per mettere seriamente in dubbio modalità di prelievo ed intendimenti gestionali di questo ungulato, da parte dell’Ufficio cantonale. Se aggiungiamo i dati inerenti le catture di femmine e piccoli dell’anno di capriolo, rispetto ad un piano di abbattimento da 60 esemplari, il cerchio si chiude. Decisamente non ci siamo, ma non è in questa sede che intendo esporre le mie visioni in merito ai correttivi che si potrebbero apporre alle modalità di prelievo degli ungulati nel Cantone Ticino. Resta il fatto che, ancora una volta l’Ufficio Cantonale della Caccia e della Pesca ha sbagliato decisamente i calcoli, e fortunatamente, soprattutto in Valle di Blenio ed in Riviera, i cacciatori hanno ignorato la possibilità di abbattere la femmina ed il piccolo dell’anno del capriolo. Un segnale importante che dovrebbe imporre qualche doverosa riflessione. Qualcosa deve forzatamente cambiare, il monitoraggio della presenza degli ungulati in Ticino, non può e non deve limitarsi ai dati scaturiti dai censimenti primaverili. (Buona parte degli animali conteggiati in questo periodo, non sono più certamente presenti sul territorio cacciabile durante la caccia alta). Resto fermamente convinto che, a livello gestionale, la politica portata avanti dai vertici dell’UCP, non sia ottimale e non raggiunge gli obiettivi prefissi (proprio perché irrealizzabili).
Ricordando che è tutt’ora pendente una mozione presentata dal sottoscritto in merito alla gestione del cervo nel Canton Ticino, auspico finalmente, risposte precise in merito al non raggiungimento degli obiettivi che i vertici dell’UCP, mediante più che discutibili teorie e conteggi, si propone di raggiungere.
Considerato quanto esposto, chiedo al Lodevole Consiglio di Stato:
1) I dati definitivi inerenti le catture durante la caccia tardo autunnale sconfessano completamente gli intenti e la politica gestionale portata avanti dai vertici dell’Ufficio Cantonale della Caccia e della Pesca. È ormai consuetudine il non raggiungimento degli obiettivi prefissi. Quali le conclusioni da trarre?
2) Nell’alto Canton Ticino si è manifestato un chiaro rifiuto/disinteresse da parte dei cacciatori che hanno partecipato alla caccia tardo autunnale, nei confronti dell’apertura della femmina e del piccolo del capriolo. Non sarebbe auspicabile un deciso cambio di rotta in questa direzione?
3) I censimenti primaverili (seppur assolutamente necessari) risultano in seguito essere la causa principale di piani d’abbattimento assolutamente irrealizzabili. Risulta lapalissiano che, buona parte degli animali conteggiati in primavera, non sono certamente presenti sul territorio cacciabile durante la caccia alta. Non sarebbe decisamente più lungimirante ed esaustivo, monitorare la presenza degli ungulati anche durante il periodo estivo? Certamente i dati dei conteggi risulterebbero tremendamente diversi.
4) Non sarebbe auspicabile una giustificazione (anche se difficilmente sostenibile, considerando i numeri) da parte dei vertici dell’Ufficio cantonale della Caccia e della Pesca, in merito all’ormai cronico “non raggiungimento” degli obiettivi prefissi? Questi dati evidenziano palesemente che i conteggi primaverili e di conseguenza le conclusioni che portano poi all’elaborazione del regolamento d’applicazione, non rispecchiano la realtà dei fatti, dunque i piani di abbattimento risultano insostenibili. Quali gli urgenti e mirati correttivi da apporre ad una mirata e lungimirante gestione del cervo su scala cantonale?
5) Quando verrà presa seriamente in considerazione la tanto attesa revisione delle zone bandite alla caccia, seguendo il modello grigionese (a macchia di leopardo), con relativo monitoraggio della presenza sul territorio degli ungulati?
Stefano Fraschina, Deputato in Gran Consiglio – Lega dei Ticinesi
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