
La notizia dello sfratto dell’Osteria Indipendenza di Lugano, che costringerà alla chiusura uno dei più caratteristici e antichi ritrovi della Città, non può certo lasciare indifferenti. Lo storico locale ospita un raro ed intatto esempio d’arredamento d’arte di Chiattone. I legni, gli arredi, il soffitto, i lampadari in ferro… insomma un gioiello di famiglia che, stando ai rumors, rischia di lasciare il posto alle solite speculazioni che a macchia d’olio erodono piccole grandi opere che per decenni hanno rappresentato in modo indelebile la storia del nostro agglomerato. Va da sé che sarebbe comprensibile ed auspicabile un restauro conservativo ed una “rinfrescata” alla struttura, che in questo caso vedrebbe sicuramente impreziosito l’antica ed affascinante atmosfera di un tempo… senza dimenticare i semplici ed autentici “panini di un tempo” presentati e serviti con cordialità e simpatia dalla coppia Masucci, da ben 33 anni dietro il bancone dello storico Bar Indipendenza. Non si tratta certo di fare della retorica e di essere tacciati di antico tradizionalismo. Personalmente considero questo modo di agire sconsiderato, speculativo ed assolutamente incurante della sensibilità dei cittadini che hanno sicuramente vissuto splendidi momenti ed indimenticabili esperienze in un angolo storico e di eccelso valore artistico-architettonico della Città di Lugano. Quale consigliere comunale della Città di Lugano mi sento in dovere di interrogare il Municipio onde evitare stigmatizzanti speculazioni immobiliari da parte di personaggi che tutto hanno, fuorché la conoscenza ed il rispetto delle nostre tradizioni che, qualcuno finalmente dovrebbe cercare di difendere un po’ più strenuamente, rispetto a quanto fatto finora. (… la triste fine di Villa Branca a Melide e della Villa Baroffio sotto la Stazione FFS sono solo gli ultimi tristi esempi…). Cosa ci riserverà il futuro? Che ne sarà dello storico Bar Indipendenza? Verrà snaturato e modernizzato a piacimento di presunti investitori provenienti dall’altro capo del Mondo? Ci troverà spazio l’ennesima boutique o gioielleria tanto griffata quanto anonima e lontana anni luce dalla splendida ed importante storia della nostra Città? Come intende gestire tale problematica l’Esecutivo cittadino? Per quel che mi riguarda auspico che la parola d’ordine sia: “Salviamo l’Osteria Indipendenza dalla speculazione!” Stefano Fraschina, Consigliere Comunale Lega dei Ticinesi - Lugano
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