
L’annosa e sotto certi punti di vista incomprensibile problematica inerente l’ubicazione degli autonomi attualmente insediati all’Ex Macello è stata dibattuta durante l’ultima seduta di Consiglio Comunale. Alla resa dei conti, le risposte date dall’Esecutivo cittadino, lasciano davvero un po’ l’amaro in bocca. Se da un lato è comprensibile ed auspicabile impegnarsi per trovare una soluzione condivisa e soprattutto definitiva in merito al futuro dell’autogestione a Lugano, ci tengo a sottolineare il fatto che, ad oggi, il tutto deve assolutamente rientrare nei parametri del reciproco rispetto e della legalità! Le rimostranze ed i reclami reiterati e sicuramente giustificati da parte degli abitanti del quartiere meritano ben altre risposte rispetto a quelle date dal Vice Sindaco E. Pelli lunedì sera in aula. Sembrerebbe quasi che ogni possibile soluzione alternativa all’Ex Macello, in questo momento, scatenerebbe il malcontento degli autogestiti e conseguentemente reazioni di protesta che, nella peggiore delle ipotesi, potrebbero far si che la situazione, già di per se di difficile gestione, sfugga di mano… Personalmente ritengo che, decidere di non decidere non è più accettabile, soprattutto in considerazione del fatto che, i principi basilari del rispetto di leggi e persone sono certamente la base per potersi ritagliare uno spazio ben più importante di quello che, da troppi anni ormai, registra situazioni di palese degrado (soprattutto a livello strutturale dell’ubicazione) e reiterate proteste da parte della popolazione. La ricerca di un compromesso che possa soddisfare le esigenze di queste persone (alle quali sarebbe ingiusto ed improponibile negare la possibilità di esprimere le proprie opinioni e la propria creatività) da una parte, e quelle dell’Esecutivo e della popolazione luganese dall’altra dev’essere un basilare punto di partenza per poter credere di dare il via ad un progetto e ad una convivenza che possa realmente proporre qualcosa di attrattivo ed accattivante. Davvero non riesco a credere che siamo giunti ad un punto di non ritorno, che il dialogo si sia arenato definitivamente e soprattutto che incomprensibili estremismi (che non portano certo a nulla di propositivo) possano impedire la ricerca di adeguate soluzioni che soprattutto rispondano alle esigenze di tutti i segmenti della popolazione. Insomma, dopo anni di infruttuosi tentennamenti, il tempo è scaduto, di conseguenza con un briciolo di buonsenso, si tratta di aprire il tavolo delle trattative in modo finalmente costruttivo e lungimirante. Ritengo di conseguenza auspicabile la presa a carico della problematica, in tempi brevi, da parte di tutte le parti in causa per trovare una soluzione definitiva al problema. Anche da parte del Cantone l’assordante silenzio non è più giustificabile. L’autogestione è una realtà che non tocca evidentemente solo la Città di Lugano, di conseguenza uno sforzo da parte di tutti è assolutamente necessario e soprattutto di una certa urgenza. Stefano Fraschina, Consigliere Comunale Lega dei Ticinesi - Lugano
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