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Stefan Krebser: Gottardo, trasferimento subito
Redazione
16 anni fa

Se non ci adeguiamo per tempo con soluzioni che possono dare una vera svolta nell’ambito della logistica, la chiusura della galleria autostradale del S. Gottardo a partire dal 2020 metterà a dura prova l’economia della Svizzera italiana e della Svizzera centrale. Possiamo aspettarci forti ripercussioni anche per il turismo con la conseguente prospettiva di perdita di posti di lavoro. Preoccupa il fatto che sia i favorevoli al raddoppio della galleria che i contrari operano con argomentazioni che sembrano più desideri per Natale che soluzioni realizzabili. Si sa precisamente che un aumento della capacità stradale sarebbe anticostituzionale, di conseguenza necessiterebbe di una votazione popolare e una seconda galleria non sarebbe in ogni caso pronta per il 2020. Quanto all’argomento della sicurezza, è certamente molto valido emotivamente, ma chi lo prende veramente sul serio deve necessariamente chiedere prioritariamente il trasferimento del trasporto merci su rotaia e non il secondo tubo stradale. La maggior sicurezza è garantita solo dal trasporto ferroviario, con la drastica riduzione degli autocarri dalla strada. Il rapporto dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) e i contrari al raddoppio propongono di riattivare il trasporto delle automobili tra Airolo e Göschenen e per il traffico pesante delle navette tra Biasca ed Erstfeld. Mentre la proposta per le automobili sembra realistica, la proposta di una navetta per il traffico pesante è prima di tutto estremamente costosa, si parla di 199-220 milioni per un investimento provvisorio di ca. 3 anni, e causerebbe un immediato ritrasferimento dopo la riapertura della galleria, dal punto di vista della politica di trasferimento e da quello ambientale non auspicabile. La COOP ha preso recentemente un’importante decisione che potrebbe servirci da esempio: ha deciso di riorganizzare tutta la sua logistica comperando un piccola ferrovia privata che offre un servizio con l’applicazione di tecnologie ferroviarie di nuova generazione. Sono in poche parole convogli merci simili a quelli passeggeri della TILO, solo che invece di trasportare passeggeri caricano contenitori con un apposito sistema di trasbordo integrato che permette in qualsiasi stazione di trasbordare contenitori in modo razionale e veloce. Con questa decisione la COOP, a partire da medie distanze di ca. 80km, trasferirà entro il 2015 tutto il traffico merci su rotaia e questo risparmiando 58 milioni annui. Ed è questa la notizia che fa scalpore: la COOP trasferisce i trasporti da strada su rotaia risparmiando soldi. È la prima volta che traspare in modo concreto per gli operatori del settore che puntando sui trasporti ferroviari possono trarne vantaggi economici, oltre che di affidabilità, puntualità e appunto sicurezza. Il lasso di tempo a disposizione è di almeno10 anni, più che sufficiente per un tale cambiamento radicale dei trasporti. Tutto questo permetterebbe la creazione di molti posti di lavoro nell’ ambito ferroviario e della logistica. Inoltre sarebbe un’opportunità di esportare questi concetti logistici per esempio nella vicina Lombardia, dove le autostrade sono intasate dal traffico pesante, con un ulteriore potenziale di creazione di posti di lavoro e un compito concreto per il centro di competenza in realizzazione presso le Officine di Bellinzona. Non è quindi un’illusione affermare che la chiusura del Gottardo potrebbe essere un’opportunità di sviluppo economico, invece che un isolamento con le temute conseguenze. La scelta della COOP è un segnale forte, se venisse davvero seguita al più presto in modo cospicuo saremmo pronti per il 2020, con tutte le conseguenze positive a lungo termine di questa scelta. L’associazione dell’Iniziativa delle Alpi potrebbe sciogliersi perché il suo scopo sarebbe stato raggiunto. Stefan Krebser, presidente associazione RailValley

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