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Spunti di riflessione sull’attuale crisi economica
Redazione
17 anni fa
Giovanni Jelmini

Gli effetti della crisi finanziaria ed economica cominciano ad avvertirsi anche nel nostro Cantone, dove numerose famiglie e imprese sono confrontate a grosse difficoltà e dove il tasso di disoccupazione comincia ad aumentare. In questa situazione si tratta di capire, tra le altre cose, il ruolo che deve avere l’ente pubblico per contribuire a contenere i disagi delle famiglie e delle aziende e per rilanciare l’economia del Cantone. Innanzitutto è molto importante evitare di illudere i cittadini con promesse che non potranno essere rispettate. La crisi è grave. Lo Stato non solo non ha i mezzi e neppure le competenze per risolvere tutti i problemi che stanno emergendo, ma neppure può - né deve - intervenire attivamente nel mercato, sostituendosi alle imprese private e alla libera iniziativa dei cittadini. Lo Stato deve semmai proporre misure adeguate per temperare gli effetti e le conseguenze di questa crisi, aiutando le fasce più deboli della popolazione. Lo Stato dovrà inoltre intervenire per aiutare i giovani che al termine della loro formazione incontreranno molte difficoltà nel trovare un’attività lavorativa. In collaborazione con le associazioni di categoria e quella bancaria soprattutto occorrerà assicurare ai giovani possibilità d’impiego e di approfondimenti formativi, necessari per garantire loro future prospettive nel mondo del lavoro. Anche ai lavoratori che nei prossimi mesi rischiano di perdere la propria occupazione, l’ente pubblico dovrà offrire una soluzione, possibilmente con misure che permettano loro di acquisire le competenze necessarie per poter rientrare quanto prima nel mercato. Per quanto concerne le imprese, lo Stato potrà intervenire semplificando i processi decisionali e burocratici, che spesso si rivelano veri e propri ostacoli per le attività aziendali esistenti e per quelle che desiderano inserirsi sul nostro territorio. In merito ad aiuti più mirati, occorrerà distinguere le imprese che meritano un sostegno e che rappresentano un valore aggiunto per l’economia del Paese, da quelle che in questo momento pagano il prezzo di grossi errori e di scelte sbagliate commesse nel passato. Ma la risposta a questa crisi non può limitarsi a una serie di misure finalizzate a contenere gli attuali disagi di cittadini e aziende. Occorre affrontare questa fase critica dell’economia, cercando di superare l’effetto emotivo della crisi e le paure amplificate dai mass-media, affrontando le attuali difficoltà con la consapevolezza che prima o poi le stesse verranno superate. Non potendo però pretendere che le cose cambino se si agisce sempre nello stesso modo, sarà necessario recuperare al più presto i veri valori della società e della vita. Tra questi, in particolare, la responsabilità e la solidarietà. Va ristabilito quanto prima un giusto e corretto rapporto tra la politica e l’economia e tra l’economia e la finanza, ponendo al centro di ogni preoccupazione e di ogni intervento non più l’interesse particolare, quanto piuttosto la persona umana con i suoi più autentici bisogni. Solamente in questo modo riusciremo superare bene questa crisi, traendone qualche utile insegnamento per il futuro. Giovanni Jelmini, Presidente PPD Ticino

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