
La raccolta firme per l’iniziativa “Smartphone: a scuola no” è riuscita, una volta espletate le procedure, probabilmente verremmo chiamati alle urne per decidere se proibire ai nostri ragazzi di portare il telefonino a scuola o meno.
Ad oggi, nel nostro cantone ogni sede scolastica ha le sue regole, tutte fanno capo all’ordinanza del DECS che vieta l’uso e la visibilità dei telefonini nel perimetro scolastico, mirando a contrastare disturbi di ansia e isolamento delle giovani generazioni.
Non ci sono dubbi che un uso eccessivo e malsano di telefonini e soprattutto dei social portino ad importanti disagi allo sviluppo psichico, sociale, ed educativo dei giovani.
Nonostante, ordinanze e singoli divieti ad oggi i telefonini entrano indisturbati a scuola e vengono utilizzati durante gli orari scolastici, sia per attività ludiche che per affrontare le verifiche scolastiche tramite l’utilizzo dell’IA.
Sicuramente questa iniziativa, se confermata, porterà un po’ di ordine e chiarezza; ma pensiamo davvero che le cartelle dei nostri giovani non si riempiranno di anfratti segreti dove nascondere il telefonino e riprenderlo appena usciti dal sedime scolastico? Vanificando o almeno limitando l’impatto dell’iniziativa sui veri disagi causati dall’eccessivo uso dello smartphone.
Guardando al futuro dovremmo riflettere sul fatto che appena i nostri scolari riceveranno la Licenza di Scuola Media entreranno in un mondo del lavoro dove la digitalizzazione e soprattutto l’Intelligenza Artificiale saranno onnipresenti, e loro non saranno preparati ad affrontare gli effetti che questo avrà sulla vita personale e professionale. Non bastano poche lezioni di informatica finalizzate ad accedere ad un PC per colmare queste lacune.
Integrare la Digitalizzazione in aula tramite la didattica digitale, allenare la capacità critica e di approfondimento dei nostri giovani, favorire momento di scambio e riflessione su quanto i giovani vivono online, sono misure volte a preparare i giovani ad un mondo nel quale sapere approfondire un tema e soprattutto saper ragionare autonomamente e in modo critico, saranno competenze fondamentali nel mondo del lavoro e nella società.
Proibire i telefonini a scuola non sarà sufficiente per risolvere il problema. Sarà necessario lavorare tutti insieme: famiglie, scuola e istituzioni per preparare i nostri giovani, e quindi i cittadini di domani, a ciò che incontreranno ed affronteranno dopo la Scuola Media.
Beatrice Engeler, Mendrisio, consigliera comunale Plr
