Lorenzo Quadri
Sistema ferroviario a rischio
Redazione
25.10.2026 08:19

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L’accordo di sottomissione all’UE coinvolgerà anche i
trasporti. In ambito ferroviario, il trattato prevede in sostanza di mettere a
disposizione delle compagnie straniere le rotaie svizzere, finanziate con i
soldi dei contribuenti. Oggi gli operatori esteri possono già circolare in
Svizzera, ma soltanto in collaborazione con le FFS. Con l’accordo di
sottomissione, questo vincolo verrebbe a cadere.
Il problema è che i binari non sono infiniti e le tracce
ferroviarie disponibili, ossia i diritti di circolazione su una determinata
tratta in un preciso orario, sono limitate.
Non a caso, in passato il CEO delle FFS ha avvertito che
persino un’apertura del mercato del 20% potrebbe mettere a rischio il nostro
sistema di orario cadenzato. Con l’accordo di sottomissione, l’apertura sarebbe
di certo più ampia. E se una compagnia europea contestasse il rifiuto, da parte
di Berna, di assegnarle una traccia, la decisione finale spetterebbe ai giudici
stranieri della corte di giustizia UE. Il rischio è concreto: sacrificare
collegamenti interni per fare spazio ai treni internazionali degli operatori
esteri.
Con meno collegamenti nazionali, i pendolari tornerebbero
ad utilizzare l’automobile. Una prospettiva paradossale, soprattutto per quei
rossoverdi che tuonano contro le auto, però sostengono l’accordo con Bruxelles.
C’è poi la questione dei costi. La Confederazione ha
investito - ed ancora investirà - miliardi del contribuente nella rete
ferroviaria nazionale. Ne beneficeranno anche le compagnie straniere. Senza
però partecipare alla spesa.
Non va sottovalutato neppure il problema dei ritardi. Il
sistema ferroviario svizzero è un meccanismo delicato, fondato sulle
coincidenze e sulla puntualità. Basta un ritardo oltre frontiera per
ripercuotersi sui collegamenti interni. Nel 2025, secondo le statistiche, il
94,1% dei treni in Svizzera è arrivato con meno di tre minuti di ritardo; in
Ticino la quota è scesa al 92,1%. A fare la differenza (in negativo) sono i
convogli provenienti dall’estero, che “importano” anche i loro ritardi. E con
una maggiore presenza di operatori stranieri il problema potrà solo aggravarsi.
Insomma: ancora una volta, con l’accordo di
sottomissione, pagheremmo di più per stare peggio.
Lorenzo Quadri
Consigliere nazionale
Lega dei Ticinesi
Consigliere nazionale
Lega dei Ticinesi

