
Il 31 agosto 2011 la Casinò Lugano SA ha deciso di rescindere per il termine della fine dell'anno 2011 il contratto collettivo di lavoro.Tale decisione è arrivata dopo un lungo ed indecifrabile battibecco tra il sindacato OCST e la Casinò. Da una parte e dall'altra si sono sollevati punti di contestazione che hanno talvolta esasperato gli animi e creato tensioni. Difficile per chi stava a guardare da fuori dove risiedesse la ragione. E' anche possibile, come spesso accade nei contenziosi, che essa fosse un po' da una parte e un po' dall'altra. Ciò non ha però grande importanza a questo stadio.
Il Partito Popolare Democratico è sempre stato convinto:
1. che il contratto collettivo di lavoro sia un valido strumento per regolare in modo uniforme all'interno del Casinò cittadino, ma anche uniforme rispetto agli altri Casinò operativi sul territorio ticinese, i rapporti di lavoro con i dipendenti;
2. che il contratto di lavoro permetta di creare una pace sociale duratura che lascia poi spazio per lavorare in altre direzioni per lo sviluppo ragionevole ed armonioso degli interessi societari;
3. che la disdetta del contratto collettivo di lavoro avrebbe portato – ancora una volta – a mettere in pericolo la concessione A per l'esercizio della casa da gioco e comunque avrebbe portato a nuove discussioni e tensioni, sicuramente non proficue per la Casinò Lugano SA e quindi anche per la nostra Città;4. che, prima di arrivare alla decisione della disdetta del contratto, si sarebbe dovuti incaricare un mediatore esterno (noi avevamo suggerito di scegliere, ad esempio, tra ex giudici del Tribunale d'Appello) che ascoltasse le ragione di ambedue le parti (Casinò e sindacati), per poi arrivare ad una proposta di compromesso e soluzione;
5. che, una volta rescisso il contratto di lavoro, sarebbe comunque stato necessario dotarsi di un contratto base con condizioni uguali per tutti i dipendenti, ciò che porta ad un contratto collettivo come prima, semplicemente senza l'avallo dei sindacati (ciò che, però, comporta insicurezza).
Purtroppo la disdetta è stata data. Dovrebbe essere stato adottato nel frattempo un Regolamento aziendale.Rimane in ogni caso aperto il contenzioso tra le parti e resta ancora necessario per il Casinò dotarsi di un contratto di lavoro valido per le varie categorie di dipendenti.
Durante il Consiglio comunale del 29 novembre 2011, rispondendo ad un 'interpellanza di alcuni consiglieri comunali del PS, il Municipio ha risposto esprimendo la propria volontà di avviare una procedura per ottenere una conciliazione. Inoltre si è aggiunto: “se la conciliazione dovesse decadere, [il Municipio] sosterrà l’idea di una mediazione….” (verbale CC).L'OCST ha dunque deciso di sottoporre la fattispecie all'Ufficio cantonale di conciliazione.La prima riunione è avvenuta il 16 dicembre 2011. I giornali hanno riferito di una fumata grigia, anzi tendente al nero (Giornale del Popolo, 17.12.2011).I rappresentanti della Casinò, andando contro il volere dell'azionista di maggioranza, hanno confermato il loro rifiuto a conciliare, ribadendo che il Casinò ha regolato internamente la situazione, che i problemi sono risolti e che il contratto , visti gli accordi stipulati con la commissione del personale, non ha più ragione d'essere.....
Le condizioni economiche nel frattempo stanno ancora mutando. E' di poco tempo fa la notizia che alcuni lavoratori sono stati messi in disoccupazione parziale. Se sino all'autunno sembrava che l'attività stesse migliorando, che le entrate aumentassero e che si stava superando la crisi, almeno queste erano le rassicurazioni espresse dal presidente del Consiglio di Amministrazione, ora le notizie danno un altro quadro, capovolto.
Insistiamo e ripetiamo che – in questo caso come in altri - la comunicazione trasparente, corretta ed aggiornata delle decisioni e dei cambiamenti sarebbe di gran lunga vincente. Il disorientamento crea incertezze e quindi invece di comprensione si racc
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