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Simone Gianini - Per una politica energetica che valorizzi le nostre acque
Simone Gianini - Per una politica energetica che valorizzi le nostre acque
Simone Gianini - Per una politica energetica che valorizzi le nostre acque
Redazione
11 anni fa

Solare è bello, eolico anche, ma idroelettrico lo dev’essere altrettanto.

Il Consiglio federale prevede per i prossimi anni di sovvenzionare massicciamente l’energia prodotta da impianti solari o eolici, raddoppiando la rimunerazione per l’immissione in rete di energia a copertura dei costi (RIC) con conseguente aumento della relativa tassa e dei costi finali (ad esempio di smaltimento) a carico dei consumatori. Ciò, nell’ottica di incrementare la quota ricavata da energie rinnovabili in vista della progressiva uscita dal nucleare. L’obiettivo finale di sostituire l’energia nucleare con la maggior quantità possibile da produzione rinnovabile è senz’altro condivisibile, così come lo è l’auspicio di incentivare la ricerca per disporre, quando sarà il momento, verso il 2035, di sistemi di produzione il più all’avanguardia ed efficienti possibile.

Quello di sovvenzionare già ora in modo così marcato impianti solari ed eolici, come ha fatto la Germania, è però problematico sotto più aspetti e, non da ultimo, di forte pregiudizio per il nostro Cantone. L’aumento esponenziale di energia prodotta dal sole o dal vento, in un momento in cui – con le centrali nucleari ancora in funzione – non ne avremmo nemmeno bisogno, provocherà infatti un’ulteriore pressione sul prezzo dell’energia idroelettrica, già oggi ridotto ai minimi termini. Produrla è già per certi versi più costoso di quanto si può ottenere dalla sua vendita, ciò che provoca, da un lato, il crollo della redditività delle aziende produttrici (come l’AET) e, dall’altro, la rinuncia a investire nel rinnovamento degli impianti esistenti o nella costruzione di nuovi.

La conseguenza è che le nostre acque – proprio nel momento in cui diventa attuale il tema della loro riversione – perdono di attrattività, lasciandoci quindi con un valore molto inferiore a quello che rappresentavano anche soltanto qualche anno fa. Se poi si pensa che per salvaguardare la redditività dei grossi impianti di produzione, come ad esempio le Officine idroelettriche della Maggia o di Blenio (per l’80% ancora in mani svizzero tedesche), il Consiglio federale (guarda caso) sta pensando di ridurre i canoni d’acqua, noi ticinesi rischiamo di rimetterci due volte: con una perdita di valore delle nostre forze idriche e con un calo del gettito per il loro sfruttamento.

Una politica energetica equilibrata deve tenere maggiormente conto delle risorse di produzione di cui disponiamo, compresi i corsi d’acqua che in Svizzera e in Cantoni come il Ticino in particolare, se redditizi e sfruttati adeguatamente, già permetterebbero di raggiungere un buon grado d’indipendenza energetica.

Simone Gianini, municipale di Bellinzona, candidato PLR per il Consiglio nazionale

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