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Simone Boraschi - Il procuratore (stra-) ordinario
Simone Boraschi - Il procuratore (stra-) ordinario
Simone Boraschi - Il procuratore (stra-) ordinario
Redazione
8 anni fa

Nelle ultime settimane mi sono dedicato, dopo averla rimandata più volte, alla lettura del libro di Francesco Lepori sul “Ticino dei colletti sporchi”. Mi ha impressionato la descrizione dell’autore della nostra società economica ticinese: uno specchio fedele delle malversazioni operate da parte del settore bancario e da alcuni suoi dipendenti nell’ultimo mezzo secolo. Dalle pagine sembra trasparire l’immagine di un Ticino “Sonderfall” rispetto al resto della Svizzera, dove pare dalle percezioni raccolte che questi reati non siano così frequenti. Ma purché le altre piazze finanziarie rossocrociate da Ginevra a Zurigo non ne siano immuni, è però giusto rimarcare una cosa. La posizione geografica del nostro Cantone attira da tempo capitali e improvvidi faccendieri con una disarmante facilità e questo ha intasato i tavoli del Ministero pubblico quando i nodi di questi affari economici sotto arrivati al pettine. Per affrontare questi casi servono i mezzi e le risorse adeguate, la cui assenza è stata più volte segnalata, specie nel rapporto 2017 della Magistratura. È però notizia di questa settimana che il Dipartimento delle Istituzioni proporrà di nominare un Procuratore pubblico straordinario per la durata di cinque anni da aggiungere nella Sezione dei reati economici e finanziari. Aumentare i magistri che indagano sui reati economici rappresenta secondo me il giusto passo nella lotta alla criminalità dei colletti bianchi, specie in un Cantone balzato troppe volte in passato agli onori delle cronache (famosi sono stati i casi della Banca del Gottardo e della BSI nel passato recente). Ma bisogna avere il coraggio di chiedere di più. Non deve essere solo un procuratore straordinario con un incarico a scadenza, ma bensì un procuratore ordinario da aggiungere a questo ufficio. Per questo mi aspetto una decisione forte dal Parlamento che sarà chiamato a pronunciarsi su questo aumento d’organico nella speranza che non si faccia intimorire dallo spauracchio dell’aumento dei costi. Tuttavia non serve solo questo. Da anni i Ministeri pubblici di mezzo mondo chiedono alla politica più mezzi per assolvere al loro compito e in Ticino non si è da meno. Servono riforme e strutture adeguate all’attuale carico di lavoro. Bisognerà quindi chinarsi sul problema al più presto ed essere pronti a investire sulla Giustizia attraverso una vera e profonda riforma.

Simone BoraschiStudente di diritto all’Università di Lucerna e Consigliere comunale PLR Caslano

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