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Simone Boraschi - Autodeterminazione o autogol?
Simone Boraschi - Autodeterminazione o autogol?
Simone Boraschi - Autodeterminazione o autogol?
Redazione
8 anni fa

L’iniziativa dell’UDC contro i giudici stranieri vuole, abbinando delle modifiche costituzionali di pura estetica ad altre di dubbio fine, elevare la Costituzione federale, e con essa la democrazia diretta tanto osannata, all’apice delle fonti di diritto svizzero. All’apparenza può sembrare una modifica necessaria per uno Stato sovrano in un periodo storico dove il sovranismo sembra essere diventata la nuova dottrina dominante, ma che nasconde un lato della medaglia ben più pericoloso.

Ma elevare la Costituzione a fonte suprema del diritto svizzero mette in pericolo la possibilità di ricorrere alla Corte europea dei diritti dell’uomo, in quanto il trattato internazionale che ci vincola sarebbe da disdire, qual ora la Costituzione svizzera venisse modifica in modo tale da risultare in contrasto con la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo (CEDU).

Perdere la protezione della CEDU sarebbe gravissimo: infatti in Svizzera non esiste un tribunale Costituzionale. Il Tribunale Federale (TF) è legato dalla Costituzione a osservare le leggi federali e il diritto internazionale. Se una legge federale violasse un diritto fondamentale, il TF sarebbe obbligato ad applicarla, malgrado i diritti fondamentali siano garantiti dalla stessa Costituzione. L’unico modo per difendersi contro una tale violazione è attualmente quello di ricorrere alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Questa Corte (che non c’entra niente con l’Unione europea!) ha lavorato molto negli ultimi anni per garantire verso tutti i paesi che vi aderiscono la garanzia delle più minime libertà come il diritto alla vita, la libertà di espressione e di riunione o il diritto ad un equo processo. Ha ripreso, quando lo ha ritenuto necessario, anche il nostro paese. Ha assicurato ad esempio alle vittime dell’amianto e ai loro famigliari un risarcimento per i danni cagionati dalla sostanza tossica, sbugiardando le massime istanze svizzere che si erano nascoste dietro alle norme della prescrizione in vigore per quei danni.

Come pure è grazie ad una sentenza della stessa Corte che la Svizzera ha modificato la sua prassi discriminatoria in ambito militare: ora offre a persone affette da lieve disabilità delle alternative all’interno dell’esercito.Privare i cittadini del diritto di ricorrere a questa ultima istanza è sbagliato; come lo è anche denigrare i giudici di Strasburgo, rimproverati di influenzare l’esito dei ricorsi e quindi il diritto del nostro paese; come pure spacciare ogni persona che fa ricorso come un criminale perché non accetta la sentenza del TF.

Dati alla mano, il 97% dei ricorsi presentati sono stati ritenuti inammissibili e quindi i “giudici stranieri” non sono neanche entrati in materia. Le condanne vincolanti verso la Svizzera si contano quindi sulle dita delle mani. Ha quindi senso esporre la garanzia dei diritti fondamentali a una possibile disdetta in futuro? Ha senso privare i cittadini svizzeri di rivolgersi a Strasburgo se lo Stato ne viola la libertà fondamentali con qualche articolo di dubbia efficacia? La risposta è no e per questo occorre rifiutare fermamente l’iniziativa contro i giudici stranieri in votazione il prossimo 25 novembre.

Simone Boraschi, Consigliere comunale PLR Caslano 

Simona Andreoli, Consigliera comunale PS Caslano 

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