
E' apparso ieri un contributo Roberto Badaracco (PLR) sulle pagine del Corriere del Ticino in cui egli afferma che non esiste filo logico da parte dei sostenitori della tassa di collegamento. Vorrei far notare a tal proposito che il filo potrebbe ricordare la lunga coda che si snoda senza alcun dubbio da Chiasso fino a Lugano tutte le mattine per poi fare ritorno la sera. In qualità di municipale di Lugano dovrebbe saperlo visto che la A2 fra Lugano e Mendrisio è il tratto autostradale più trafficato e che le punte massime si registrano a Grancia, proprio davanti ai centri commerciali.
Queste infite colonne di autoveicoli non creano solo disagi e costi per l'economia (come aveva fatto notare perfino l’on. Fabio Ragazzi in una mozione dell’anno scorso), causano anche costi esterni, per gli incidenti, la salute, i danni causati dall'inquinamento che sono a carico dell'intera comunità. In Svizzera rappresentano ben 7,7 miliardi di franchi e chi li paga? Noi tutti, naturalmente e senza protestare. In Ticino i costi esterni pro capite sono di ben 1'850 franchi a testa, molto ma molto di più dei 20 centesimi l'ora del parcheggio per fare la spesa, eppure in molti sembrano dimenticarlo.Lo scopo della tassa, che colpisce 194 grandi generatori di traffico, è quella di favorire una mobilità più razionale attraverso il carpooling e trasporti pubblici, ma non solo: proprio perché incasserebbe finalmente il dovuto da chi questo traffico lo genera e lo destinerebbe ai trasporti pubblici, si potrebbe aiutare coloro che abitano in “zone discoste” migliorandone l'offerta!
Ridurre il numero di posteggi a disposizione è un mezzo per spingere gli automobilisti a scelte più consapevoli anche per evitare di trascorrere "quasi 4 ore alla settimana (....) in coda o alla ricerca di un parcheggio. Mezza giornata che potrebbe essere impiegata altrimenti, al lavoro o in attività del tempo libero.” Queste le parole dello stesso Roberto Badaracco che aggiungeva (Lugano PVP, una rivoluzione copernicana 2012): "La parola chiave è mobilità sostenibile, ovvero applicare modalità di spostamento in grado di diminuire gli impatti ambientali, sociali ed economici generati dai veicoli privati per accrescere la qualità di vita di chi vive in città ma anche di coloro che vi lavorano. Tutto ciò per evitare l’inquinamento atmosferico ed acustico, le emissioni di gas serra, il degrado delle aree urbane, l’incidentalità e uno scriteriato consumo del territorio (strade ed infrastrutture). In definitiva condizioni viarie efficienti per la popolazione migliorano considerevolmente la qualità di vita in città e costituiscono un essenziale tassello di sviluppo, benessere e sicurezza in un ambiente pulito e godibile.” Sosteneva allora il municipale …chissà perché questo filo logico lo ha perso nel frattempo...
Simona Arigoni ZürcherI Verdi TicinoBalerna
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