
A Mendrisio si volta pagina. Nuovo sindaco. Intendiamoci: Carlo Croci non è stato affatto un cattivo sindaco, al contrario. L’ho sempre detto e riconosciuto. Ha capito, da sempre, che Mendrisio (anche se ora si chiama Città e ha pure dei satelliti) è rimasta un borgo a misura d’uomo (ed è meglio così), ma richiede molto al suo Sindaco. In termini di tempo, di prossimità e di indipendenza. Il sindaco uscente ha mai cumulato cariche politiche altrove. Mendrisio è sempre stata per lui l’unica priorità politica. Niente compromessi politici con Bellinzona o Berna, se c’era di mezzo l’interesse di Mendrisio.
Ma siamo fortunati: abbiamo due candidati giovani e motivati. Le similitudini tra i due però si fermano qui. Per il resto due profili nettamente differenti.
Samuele Cavadini è un politico di milizia (cioè uno che come tutti ha anche un lavoro vero). Non è un collezionista di cariche pubbliche. Ha subito lasciato il Gran Consiglio non appena eletto in Municipio, per potersi dedicare completamente (nei fatti e non solo a parole) al suo comune. Con una vera esperienza lavorativa nel mondo reale, attività che continuerà a svolgere, oltretutto proprio a Mendrisio. Senza potenziali conflitti di interesse politici con Bellinzona o Berna. Sempre trasparente, non è stato costretto a raccontare mezze verità per scopi elettorali. Insomma, l’esatto contrario di Marco Romano, il quale già oggi, checché ne dica, è un politico di professione, per altro sicuramente con ambizioni che non si fermeranno a Mendrisio. Non ha mai lavorato (fuori dalla politica), poi è stato eletto a Berna. Ci assicura che il tempo non sarà per lui un problema: un super eroe che lavora al 200%. Ma è sempre stato in manifesto imbarazzo trattandosi del tempo che deve dedicare alla carica di parlamentare a Berna, con più versioni che si contraddicono tra di loro. Un walzer di percentuali, che si sono man mano ridotte (50%? - 40%? – 26%?).
Anche sui temi concreti, la distinzione tra i due candidati è netta. Traffico e inquinamento per esempio. Marco Romano ha più volte ha paragonato la situazione del traffico nel Mendrisiotto a quella della campagna bernese, dove ci sono mucche al pascolo e non certo un traffico di frontiera che arriva da tutte le parti, da un bacino di milioni di persone. Per lui le soluzioni le devono trovare i nostri vicini in Italia (figuriamoci) e pensa di affrontare problema aspettando la copertura dell’autostrada (forse tra 50 anni, e non servirà a nulla). Samuele Cavadini, al contrario, con la modestia che lo contraddistingue non vola così in alto, ma ha i piedi ben piantati per terra e nella realtà della nostra regione. Idee chiare, concrete, realizzabili a breve termine e soprattutto alla portata di un sindaco: nessuna nuova strada, garantire la vivibilità e la sicurezza nei quartieri e nelle zone residenziali e incentivare il trasporto aziendale.
Due profili contrapposti. Gli elettori dei rispettivi partiti sono già schierati, ma i giochi non sono affatto chiusi. Saranno quindi gli altri, di fatto, a scegliere il nuovo sindaco di Mendrisio. Quale migliore occasione per esprimere il proprio voto.
Silvio Pestelacci, già Municipale PLR
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