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Lorenzo Fraccaroli
Siamo veramente una città?
Redazione
2 anni fa
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“Sono definite città gli insediamenti che, generati da un processo di concentrazione geografica della popolazione, degli impianti produttivi e dei servizi, si differenziano, per struttura e dimensione, dai centri rurali, dai piccoli villaggi, dai borghi urbanizzati, dai centri isolati rururbani e periurbani. “[…]

Così inizia la definizione di “città” sull’Enciclopedia Treccani. Si parla di un processo concreto, fisico e sociale: uno spostamento della popolazione verso un agglomerato che, di conseguenza, cresce differenziandosi dagli altri centri di dimensioni più modeste. Sicuramente caratterizzati da identità diverse, gli abitanti di una città condividono tra loro un senso di appartenenza.

La Lugano di oggi nasce invece da una scelta politica. Con le aggregazioni, la Città ha acquisito l’amministrazione delle realtà circostanti. Nessuna densificazione, nessuno spostamento di popolazione. Si tratta di una città teorica, una sedicente città che non è però organizzata, gestita né gestibile come tale, in questo momento. Non si tratta di mera semantica. La coscienza di sé è il primo passo nella ricerca delle giuste e adeguate politiche di crescita e sviluppo futuro. Questo atto di conoscenza non è ancora avvenuto. Gli ambiziosi progetti futuri della città per il proprio centro, mirano a generare nuove macroeconomie con poli di interesse che nella situazione in cui versano le finanze cittadine hanno l’aria di un temerario “All-in”, più che di un investimento oculato. Dovesse andare storto qualcosa? Se queste mire si rivelassero miraggi? Potremmo mai rialzarci?

Forse una presa di coscienza della nuova identità di Lugano, porterebbe piuttosto a investire energie nella costruzione di un sistema-città articolato, ad ampio spettro, con un variegato sistema di microeconomie trasformandola in una piccola città globale che viva di relazioni bidirezionali e arricchenti tra Città, Quartieri e Villaggi secondo un indirizzo umanistico, anziché puntare sull’appiattimento identitario, condizionato da un approccio burocratico finalizzato al risparmio delle risorse. Il termine “quartiere” riferito a una Valcolla o a una Carona, risulta caricaturale per chiunque si sia trovato a passeggiare per i quartieri di una qualunque città nel senso classico del termine, ma anche alienante per chi vive una realtà identitaria ben diversa da quella della città.

Oggi siamo a un bivio: abbiamo l’occasione di prendere consapevolezza di quanto possano offrire una Valcolla o una Carona con le loro amenità a una Lugano che rappresenta un unicum in Svizzera per varietà e complessità territoriali, oppure possiamo continuare a puntare a una Grandeur che però non abbiamo più i mezzi per sostenere.

Lorenzo Fraccaroli, candidato al Consiglio comunale di Lugano per Costituzione Radicale

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