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Si rinunci alla nomina del nuovo Delegato cantonale alla lotta contro il razzismo
Redazione
17 anni fa
Lorenzo Quadri

Sul Foglio ufficiale di martedì 28 aprile è stata pubblicata l’apertura del concorso per la nomina di un nuovo «Delegato cantonale all’integrazione degli stranieri e alla lotta al razzismo presso la Divisione degli interni, Bellinzona». Il nuovo Delegato, che potrà guadagnare fino ad oltre 134mila Fr/annui, dovrebbe prendere servizio col 1° gennaio 2010. Si suppone che la nomina di un nuovo «Delegato cantonale all’integrazione degli stranieri e alla lotta al razzismo» sia da attribuirsi al pensionamento o prepensionamento del funzionario che attualmente ricopre questo incarico. Visto il dibattito in corso (?) sui possibili risparmi all’interno dell’amministrazione cantonale e sulla revisione dei compiti dello Stato (espressione che sta vieppiù perdendo di significato), c’è da chiedersi se la figura del Delegato cantonale all’integrazione e alla lotta al razzismo sia davvero necessaria. Tale figura dà, in primis, l’errata e fuorviante impressione che in Ticino esista un diffuso problema di razzismo tra la popolazione locale, ciò che non è il caso. Esistono, per contro, dei problemi di criminalità d’importazione, di immigrazione clandestina, di sovrarappresentazione dei cittadini stranieri tra i beneficiari di prestazioni sociali non si sa fino a che punto dovute, di mancanza di sufficiente lavoro e risorse per tutti, di un garantismo portato all’estremo che impedisce di fatto le espulsioni e la revoca di permessi di residenza a cittadini stranieri anche quando simili provvedimenti sarebbero ampiamente giustificati, ed altro ancora. Sono queste ed analoghe situazioni che fanno nascere tra la popolazione ticinese un crescente disagio che però nulla ha a che vedere con il razzismo, con discriminazioni tra razze o con assurde convinzioni che esistano delle razze superiori (?) alle altre. Sarebbe quindi opportuno che l’Ente pubblico, invece di insistere nell’ingigantire presunti fenomeni di razzismo nella popolazione residente, cercando di colpevolizzare quest’ultima in nome del “politicamente corretto” ormai assurto a dogma, cominciasse invece ad occuparsi di correggere delle politiche migratorie sbagliate ed un sistema amministrativo e giudiziario che non garantisce – ad esempio – la dovuta efficacia nell’ allontanare il cittadino straniero che delinque o che abusa dello Stato sociale, o l’asilante-spacciatore, eccetera. Sarebbe in altre parole opportuno che l’Ente pubblico cominciasse ad occuparsi di quelle situazioni che generano tra la popolazione residente inevitabili fenomeni di disagio, fenomeni che però nulla c’entrano con il razzismo. Sarebbe opportuno che l’Ente pubblico cominciasse ad occuparsi delle cause e non dei sintomi (che oltretutto vengono classificati in modo erroneo, ancorché di comodo).

Con la presente mozione si chiede pertanto al lod. Consiglio di Stato: di rinunciare alla nomina del nuovo Delegato cantonale all’integrazione degli stranieri e alla lotta al razzismo;e di dedicare le risporse così risparmiate a combattere con maggiore efficacia la criminalità d’importazione, gli abusi nel sociale da parte di cittadini stranieri, l’immigrazione clandestina, lo spaccio ad opera di asilanti, ed altri fenomeni analoghi, atti a provocare tra la popolazione quell’ovvio e comprensibile disagio che viene scorrettamente qualificato di “razzismo”.

Lorenzo Quadri, granconsigliere Lega

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